Ospite della trasmissione di Lucia Annunziata, il ministro, tra l'altro, ha anticipato due punti sulle nuove linee guida: l'accesso alle tecniche per le persone portatrici di malattie come il virus Hiv e la parte che riguarda i test pre-impianto
Roma, 23 dicembre 2007 - "Il parere del tribunale di Firenze di ieri, che ha detto sì ai test pre-impianto sugli embrioni in una fecondazione assistita nel caso in cui ci sia il rischio di trasmettere una grave malattia genetica va tenuta in conto". Lo ha detto il ministro della Salute, Livia Turco (nella foto) ospite della trasmissione di Lucia Annunziata 'In 1/2 h' su di RaiTre, precisando che sulla diagnosi pre-impianto "le linee guida del precedente Governo sono più restrittive della legge attuale".
''Su questi temi mi ostinerò a cercare il dialogo. Il mio compito è applicare la legge e questo significa anche - ha detto Livia Turco - correggere forzature dove ci sono state''. ''Sono tenuta ad applicare la legge a prescindere dal giudizio'', ha specificato Livia Turco, ma, ha aggiunto bisogna ''tenere conto del parere del tribunale''. "Le linee guida sono previste dalla legge - ha ricordato il ministro - e vanno riviste ogni tre anni, cosa che mi accingo a
fare''.
Le linee guida attualmente in vigore sono state approvate dal Consiglio superiore di sanità il 14 luglio del 2004 e pubblicate con decreto sulla Gazzetta Ufficiale del 16 agosto del 2004. Sono vincolanti per tutte le strutture autorizzate agli interventi di fecondazione assistita e vanno aggiornate alla luce degli sviluppi tecnici e scientifici nel campo della procreazione assistita.
Due i punti che il ministro ha anticipato sulle nuove linee guida: l'accesso alle tecniche per le persone portatrici di malattie come il virus Hiv e la parte che riguarda i test pre-impianto.
LA DECISIONE DEL TRIBUNALE DI FIRENZE
Il tribunale di Firenze ha accolto il ricorso di una coppia milanese che dopo tre anni di tentativi non riusciti aveva scelto il centro Demetra di Firenze per una diagnosi di infertilità. Le analisi avevano fatto scoprire una grave malattia genetica, l'esostosi, malattia autosomica dominante (50% di probabilità di essere trasmessa al nascituro), così la coppia aveva chiesto di conoscere preventivamente lo stato di salute dell'embrione attraverso la diagnosi genetica, che la legge 40 vieta e che il centro aveva negato. Poi l'autorizzazione del giudice.
LE REAZIONI
La sentenza e le parole del ministro dividono la politica e fanno intervenire esperti giuristi. ''La legge non si tocca'', afferma Luca Volontè, presidente del Gruppo Udc alla Camera che condanna ''l'eugenetica nazista e scientista''. Il senatore di An Alfredo Mantovano dice ''no alla sovversione per via giudiziaria'' mentre il senatore di Forza Italia, Gaetano Quagliariello invita ad approvare la mozione contro ''attentati alla sovranità popolare''. Il capogruppo della Lega in commissione sanità del Senato, Massimo Polledri apprezza l'equilibrio del ministro Livia Turca ''ma ora venga in commissione a discutere le linee guida della legge 40 e su quanto i giudici devono fare: applicarla''. Di parere opposto la responsabile Giustizia dei Verdi, Paola Balducci, che apprezza il ministro e sottolinea come ''la politica dovrebbe imparare dalle sentenze come quelle di Firenze''. Sul fronte tecnico ''la legge 40 dice chiaramente no a qualsiasi tipo di selezione eugenetica a carico del nascituro e autorizza indagini solo se non distruttive dell'embrione'', dice Francesco D'Agostino giurista.
Ma c'è anche chi richiama l'attenzione sui veri protagonisti, quanti sono ''penalizzati'' dalla natura. In campo scende l' avvocato Gianni Baldini, legale della coppia che ha ottenuto dal giudice Isabella Mariani di Firenze il sì alla diagnosi pre-impianto: ''E' l'ora di smettere di mistificare la realtà dei fatti - afferma - l' ordinanza non nega i diritti del nascituro, ma ristabilisce l'ordine di tutela degli interessi''.
Secondo uno studio canadese bambini allattati al seno da madri che consumano ogni giorno frutta e verdura si abituano al loro retrogusto nel latte e poi le consumano volentieri