Londra, 15 gennaio 2008 - Cacao, patate, pomodoro e sifilide. Tra le novità riportate in Europa da Cristoforo Colombo c'è anche la malattia infettiva destinata a diventare una piaga della civiltà occidentale. Lo afferma una nuova ricerca condotta da studiosi canadesi e statunitensi che hanno esaminato la storia evolutiva del batterio.
Secondo alcuni scienziati, però, l'esito dello studio realizzato dal Plos neglected tropical desease non può considerarsi esaustivo ed è probabile che la sifilide si sia sviluppata spontaneamente in Europa da un batterio simile e ben prima la spedizione di Colombo.
La prima epidemia di sifilide di cui si ha notizia in Europa risale al 1495 e colpì le truppe francesi due anni dopo il ritorno del navigatore genovese dall'America. Si trattava di un tipo, la Treponema pallidum subspecie pallidum, che si trasmette con i rapporti sessuali.
A loro volta le truppe, costituite perlpuiù da mercenari, diffusero la malattia nei loro Paesi di appartenenza. Ma ci sono diverse varietà di Treponema pallidum trasmesse dal contatto epidermico o per via orale. L'equipe di Kristin Harper dell'Università Emory in Georgia ha esaminato il dna di 23 ceppi e ha potuto disegnare un albero genealogico che mostra l'evoluzione del batterio. Quello che causa la sifilide venerea è il più recente e, secondo lo studio, è strettamente legato ai ceppi provenienti dall'America Latina.
Secondo uno studio canadese bambini allattati al seno da madri che consumano ogni giorno frutta e verdura si abituano al loro retrogusto nel latte e poi le consumano volentieri