Roma, 17 gennaio 2008 - Uno "sputo" ti salvera'. Potrebbe essere questo lo slogan, ironico, da adottare per il progetto sperimentale per lo screening della malattia celiaca condotto dal dipartimento di Pediatria della Sapienza, in collaborazione con l'assessorato alle politiche della Famiglia e dell'Infazia del comune di Roma, i cui primi soddisfacenti risultati sono stati presentati questa mattina in Campidoglio dall'assessore Lia Di Rienzo.
Per cercare di contrastare la celiachia, un'intolleranza permanente al glutine, da cui e' affetto circa l'1% della popolazione, che causa alterazioni dell'intestino e che nei bambini e' difficilmente diagnosticabile, e' stato, infatti, messo a punto un metodo innovativo, caratterizzato da un semplice test salivale, grazie al quale e' possibile ipotizzare una diagnosi precoce, fondamentale per porre sotto controllo la malattia.
Una tecnica, spiega Margherita Bonamico, responsabile del centro di riferimento dell'azienda Policlinico Umberto I, "che appare particolarmente indicata per i bambini, a partire da 5 anni, quando la raccolta della saliva viene vissuta come un gioco", e che non necessita "di prelievi ematici, sempre poco graditi nei bambini, e potenzialmente rischiosi per il personale addetto al prelievo".
La ricerca, condotta per la prima volta su 25 scuole elementari di 6 Municipi, e che ha coinvolto oltre 5 mila bambini e famiglie, con un tasso di consenso al prelievo dei campioni biologici di quasi il 90%, ha dimostrato una prevalenza della celiachia nella popolazione scolastica esaminata pari all'1,2% (25 bambini su 3.392 piu' altri 17 gia' conosciuti), tra celiaci gia' noti e celiaci con metodi asintomatici.
Un dato "che rispecchia le stime nazionali" sottolinea Margherita Bonamico, a dimostrazione dell'utilita' "di questo tipo di metodo". Soddisfazione, ovviamente, anche da parte dell'assessore alle politiche per la Famiglia, Lia Di Rienzo, che ha creduto molto nel progetto e che a riguardo parla "di una ricerca che ha funzionato perfettamente e che ha dato i risultati che noi ci aspettavamo".
Ora, aggiunge Di Rienzo, "dobbiamo proseguire con la ricerca, puntando, da 5 mila, a diagnosticare fino a 50 mila bambini".
Fermo restando i contributi da dare all'universita', l'obiettivo, aggiunge l'assessore, "spero si potra' raggiungere in 2 o al massimo 3 anni".
Secondo uno studio canadese bambini allattati al seno da madri che consumano ogni giorno frutta e verdura si abituano al loro retrogusto nel latte e poi le consumano volentieri