Roma, 19 gennaio 2008 - Un gruppo di ricercatori italiani ha scoperto dove si formano i brutti ricordi. Precisamente la sede sarebbe nella corteccia del cervelletto. Cellule nervose finora note per controllare il movimento sono in realtà anche delle perfette archiviste dei ricordi spiacevoli.
La scoperta, pubblicata sulla riviste dell'Accademia delle scienze degli Stati Uniti, Pnas, si deve al gruppo dell'Istituto nazionale di Neuroscienze di Torino, diretto dal neurofisiologo Piergiorgio Strata. Bibiana Scelfo, Benedetto Sacchetti e Strata, del dipartimento di Neuroscienze dell'università di Torino, hanno scoperto che un particolare tipo di cellule della corteccia del cervelletto, chiamate cellule di Purkinje, stabiliscono connessioni
(sinapsi) che si modificano nel tempo in modo che soltanto gli stimoli effettivamente legati tra loro, per esempio un suono associato a una lieve scossa elettrica, diventino parte di uno stesso, spiacevole, ricordo.
Nel cervello, spiega Strata, ''il quartier generale della paura resta l'amigdala'', uno dei magazzini della memoria del cervello. ''Ma questa - prosegue - collabora con altre strutture della corteccia prefrontale e del cervelletto''. E sempre di più il cervelletto sta diventando importante nel ricostruire il modo in cui nascono paure e ricordi traumatici. ''Negli ultimi anni - ha detto ancora Strata - si è scoperto che il cervelletto non è soltanto un controllore del movimento, come si riteneva fino a pochi anni fa, ma è sempre più evidente che molte malattie psichiatriche hanno sede nel cervelletto, sopratutto i disturbi d'ansia''.
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