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PSICOLOGIA

La Scienza e l'elogio della stupidità:
gli atti avventati portano al progresso

Secondo molti esperti, l'uomo porta in sè la stupidità da sempre, il primo fu proprio Adamo, che per un frutto perse il paradiso. Ma cosa si intende per stupidità? Di certo non l'opposto di intelligenza Commenta

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Adamo ed Eva Roma, 21 gennaio 2008 - Infinita, contagiosa, spesso inguaribile. È la stupidità che ognuno di noi si porta dentro, ma che, secondo molti studiosi, ha in sè anche una funzione evolutiva: può farci compiere atti avventati, errori che, se riconosciuti, possono portarci a un nuovo progresso, a una nuova conoscenza.

"In quanto atteggiamento irrazionale, consente all'uomo di accettare sfide che normalmente non accetterebbe. E la deviazione dalla stupidità porta alla genialità e all'invenzione di soluzioni innovative" spiega Francesco Betti, autore de 'Le strategie della stupidita« che, insieme ad un prestigioso team di esperti, affrontano nell'ultimo numero di 'Focus' tutti i risvolti di questa forza irrazionale e imprevedibile.


"Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo all'universo ho ancora dei dubbi". Così Albert Einstein definiva un problema tanto antico quanto irrisolto. Un problema a cui il mensile ha deciso di dedicare nel nuovo numero un'inedita indagine per scoprirne le origini, attraverso l'esperienza di studiosi che hanno condotto ricerche a riguardo.

 

Secondo molti esperti, l'uomo porta in sè la stupidità da sempre, il primo fu proprio Adamo, che per un frutto perse il paradiso. Ma cosa si intende per stupidità? Di certo non l'opposto di intelligenza, poichè anche gli intelligenti possono compiere azioni da stupidi senza accorgersene o ammetterlo a se stessi.

 

Ma solo alcuni sono stupidi? In realtà no, dicono gli esperti. Forse lo siamo proprio tutti. Secondo Gianfranco Livraghi, ricercatore e autore de 'Il potere della stupidità" si tende ad etichettare come stupidi tutti i comportamenti che non rientrano nei nostri schemi mentali ordinari. In ognuno di noi c'è un fattore di stupidità che è sempre maggiore di quello che pensiamo. Dunque la stupidità non è una prerogativa solo di alcune persone. Il problema è che difficilmente ci si rende conto di esserlo.


In ambito clinico la stupidità è la malattia peggiore, perchè è inguaribile, spiega Luigi Agnolli, docente di psicologia della comunicazione all'università di Milano-Bicocca. Che aggiunge: "Lo stupido è portato a ripetere sempre gli stessi comportamenti perchè non è in grado di capire il danno che fa e quindi non può autocorreggersi".


Uno studio dell'università inglese di Exeter ha identificato un'area nel cervello, nella regione temporale della corteccia, che si attiva per non ripetere un errore già commesso. Se alla base della stupidità ci fosse un'anomalia di questa regione forse un domani sarà possibile correggerla con un intervento.

 Tuttavia la stupidità ha una funzione evolutiva: serve a farci compiere atti avventati, che in molti casi possono essere più utili del non far nulla. "In quanto atteggiamento irrazionale, consente all'uomo di accettare sfide che normalmente non accetterebbe. E la deviazione dalla stupidità porta alla genialità e all'invenzione di soluzioni innovative" osserva Francesco Betti. Nell'esperienza dell'errore c'è sempre un progresso della conoscenza. Quindi bisogna riconoscere e annullare gli errori.

Non a caso lo scrittore Paul Valèry diceva: "C'è uno stupido dentro di me. Devo approfittare dei suoi errori".

  • 21/01/2008 21:48

    non dimentichiamoci della pigrizia, pur senza generalizzare. Mi fido solo di un pigro, perchè allena il suo cervello costantemente :la persona pigra è quella che escogita sistemi o mezzi per poter ottenere risultati con lo sforzo minore, sia fisico che intellettuale. i 'fattivi' invece partono lancia in resta, senza pensarci troppo e seppur ottenendo il risultato spesso lo ricavano con un dispendio di energie esagerato. quindi il vero 'superuomo' è stupido e pigro ? eccomi...
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