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Salute

IN GRAN BRETAGNA

Scoperta una molecola
che previene le allergie

Negli ultimi 20 anni i malati si sono triplicati. La maggior parte delle pillole anti-allergiche possono ridurre i sintomi, ma non si può arrestare il processo. Dalla scoperta nuove speranze Commenta

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Allergie da pollini Londra, 16 febbraio 2008 - La primavera si avvicina, e con lei le inevitabili allergie, una piaga che si è triplicata negli ultimi 20 anni. Ma da oggi si apre una nuova frontiera: una molecola che potrebbe portare in un prossimo futuro a un farmaco per combattere e prevenire le allergie. È la scoperta di un gruppo di ricercatori della London School of Medicine, che sono riusciti a fermare gli attacchi allergici nei topi colpendo una singola molecola, la P110delta, e riuscendo a bloccare l'intero processo immunitario allergico.

Il metodo è apparentemente semplice. Le allergie non sono altro che la reazione del sistema immunitario contro qualcosa di innocuo, come il polline o le feci degli acari di casa, che il sistema erroneamente scambia per nemici pericolosi e attacca. Questo porta a infiammazioni della pelle o delle vie aeree, e alle sgradevoli sensazioni di «pseudo-raffreddore» a cui molti sono rassegnati.

 

La maggior parte delle pillole anti-allergiche possono ridurre i sintomi, ma non si può arrestare il processo in sè senza attaccare l'intero sistema immunitario, rendendo però la persona vulnerabile alle minacce «vere». Il team londinese allora si è concentrato su una famiglia di proteine chiamate PI3Ks, che hanno diversi ruoli nel corpo umano. E la molecola P110delta ne fa parte. Attaccandola, si blocca, e da sola sembra inibire la reazione allergica, senza danneggiare il resto del sistema immunitario.

 

"Questo lavoro - spiega il dottor Khaled Ali, che ha guidato il progetto - dimostra che abbiamo le potenzialità per assumere il controllo del corpo, e prevenire i sintomi delle allergie". Partendo da questa molecola, garantiscono i ricercatori, si può arrivare a un farmaco contro le allergie, praticamente senza effetti collaterali: "Siamo molto fiduciosi - dice il professor Bart Vanhaesebroeck, della London School of Medicine - che un farmaco per i pazienti umani possa essere prodotto in breve tempo. Per prevenire le allergie, non solo per lenire i sintomi".

 

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