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PROGRAMMA 'GUADAGNARE SALUTE'

Al via il progetto contro l'anoressia
Un milione di euro per combatterla

Il ministro Melandri: "Sì a un comitato di vigilanza sul mondo della moda". Il ministro Turco introduce la necessità di un codice etico per i mass media. E l'anoressia colpisce sempre più anche gli uomini   Commenta
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la pubblicitĂ  choc di toscani contro l'anoressia Roma, 3 marzo 2008 - Prenderà il via a partire da aprile il primo progetto nazionale di intervento preventivo e assistenziale per fronteggiare l'emergenza sociale dell'anoressia, della bulimia e degli altri disturbi del comportamento alimentare, che investono una percentuale crescente di italiani. Il progetto, con uno stanziamento di circa un milione di euro, è stato elaborato sulla base del protocollo di intesa tra il ministero per le Politiche giovanili e il ministero della Salute, e realizzato nell'ambito del programma 'Guadagnare salute'.

 

Due i livelli di intervento, presentati questa mattina nella sede del ministero per le Politiche giovanili. Il primo, quello più strettamente sanitario, è finalizzato attraverso il lavoro di una rete-osservatorio di cinque centri pubblici sentinella a elaborare una mappa dei servizi di assistenza in Italia, a monitorare vari indici di assistenza sul territorio e ad aggiornare le linee guida sanitarie sulla materia. Il tutto al fine di predisporre una mappa aggiornata e dettagliata dei disturbi del comportamento alimentare in Italia.

 

Il secondo ambito di azione riguarda la prevenzione sociale, ed è articolato in una rete di interventi di sensibilizzazione, formazione e informazione sul territorio nazionale, a cura di otto soggetti tra servizi pubblici e associazioni di comprovata e riconosciuta esperienza. I settori di intervento sono in particolare la scuola, i media, lo sport e la cosiddetta diet industry, con l'obiettivo di depotenziare i modelli culturali che rischiano di contribuire alla diffusione dei disturbi del comportamento alimentare.

 

LA MODA

Controllare che in passarella non sfilino ragazze minori di 16 anni, monitorare lo stato di salute delle modelle a rischio anoressia e promuovere da parte degli stilisti canoni estetici diversi da quelli della magrezza assoluta. Sono gli scopi dell'accordo firmato lo scorso anno tra le principali associazioni della moda italiana per fronteggiare i disturbi alimentari, a cui a breve si aggiungerà un Comitato di vigilanza con il compito di valutare se gli impegni presi vengono rispettati. Lo ha annunciato il ministro delle Politiche Giovanili Giovanna Melandri, presentando insieme al Ministro della Salute Livia Turco il primo progetto nazionale di prevenzione per anoressia e bulimia. «Il presidente della Camera nazionale del lavoro - ha spiegato Melandri - si è detto disponibile a costituire con gli operatori sociosanitari che operano in particolare su Milano una commissione per vigilare sull'attuazione di quell'impegno. Tra l'altro - ha ricordato - noi avevamo già pronto un ddl, che a questo punto affideremo alla prossima legislatura, per trasformare alcuni di quegli impegni presi dalle principali case di moda italiane in norma di legge».

 

È importante la collaborazione degli stilisti, ha sottolineato Melandri, perchè «il settore della moda italiana ha a che vedere ogni giorno con questo regno dell'immaginario femminile. Non si può obbligare nessuno stilista a usare la matita in un modo piuttosto che un altro, ma si può chiedere a questo grande settore imprenditoriale di aiutare a ridurre l'effetto di questi fattori di rischio, facendo una vera e propria opera di prevenzione».

 

MASS MEDIA

Un codice etico per il mondo dell'informazione perchè non vengano proposti modelli, messaggi e pubblicità che possono contribuire alla diffusione dei disturbi del comportamenti alimentare (Dca), soprattutto anoressia e bulimia. E' la proposta lanciata in occasione della presentazione del progetto nazionale per la prevenzione dei Dca promosso dai ministeri della Salute e delle Politiche giovanili.

 

I disturbi dei comportamenti alimentari, ha affermato Turco, rappresentano un "fenomeno sociale rilevantissimo. Ma anoressia e bulimia sono problemi legati innanzitutto alla psicologia e al rapporto che i giovani hanno con la propria identità e, in questo contesto, contano molto i messaggi culturali ed i modelli che vengono proposti". Un esempio, ha proseguito il ministro, è quello della "bellezza identificata con la magrezza estrema e tutta esteriore".

 

Per questo, ha detto, "mi sembra molto importante che si arrivi ad un Codice etico, purchè venga poi rispettato, per l'informazione, i mass-media ed il mondo della pubblicità, perchè ci si faccia carico di questo grave problema sociale". Anoressia e bulimia ha quindi sottolineato Turco "sono fenomeni in crescita, difficili da curare. Da qui il nostro Progetto, che punta innanzitutto sulla prevenzione e sul potenziamento dei servizi di primo livello, ovvero l'attività ambulatoriale che per prima 'orienta le famiglie, dei centri residenziali e semiresidenziali per la cura".
È cioè "importante che ci sia una rete nazionale per 'orientamento alla cura di queste patologie, perchè il più delle volte le famiglie sono appunto disorientate e non sanno a chi e quali sono i luoghi più appropriati cui rivolgersi per far curare i propri figli".

 

UOMINI

L'anoressia non è più un fenomeno solo femminile. I modelli estetici, i messaggi pubblicitari, la cura maniacale del corpo stanno facendo breccia anche tra i maschi, tanto da far parlare di vero «boom» dei disturbi alimentari al maschile. Sui 2 milioni di persone anoressiche e bulimiche in Italia, infatti, ormai il 10% sono uomini, pari a 200.000 persone, un dato che sale al 20% se si considera solo la fascia di età compresa tra i 13 e i 17 anni.

 

Sono i dati forniti da Laura Della Ragione, coordinatrice del Centro Residenziale per i disturbi del comportamento alimentare di Todi, intervenuta alla presentazione del primo progetto nazionale di prevenzione messo a punto dai ministeri della Salute e delle Politiche Giovanili. «I numeri sono allarmanti - spiega l'esperta - se consideriamo che solo 5 anni fa appena l'1% dei maschi risultava colpito da disturbi alimentari». E se l'ideale femminile «a rischio» sono i corpi magrissimi delle modelle, i ragazzi sono attratti dal mito del culturista, del palestrato senza un filo di grasso.

 

Con risultati devastanti: «Molti giovani - spiega Dalla Ragione - hanno l'ossessione della ricerca della massa muscolare: arrivano a vivere praticamente di anabolizzanti, mangiando molto poco e passando cinque o sei ore al giorno in palestra. Un fenomeno che gli esperti chiamano 'Bigoressià. Oltretutto gli uomini tradizionalmente sono più restii a farsi curare, quindi accettano di essere malati e di farsi seguire da un esperto molto dopo le donne, con ovvie conseguenze sull'aggravarsi delle loro condizioni».

 

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