Roma, 5 marzo 2008 - La 'dama bianca' si tinge di rosa. Aumenta, infatti, il consumo di cocaina da parte delle donne. Studentesse universitarie alle prese con un esame difficile, ma anche donne manager 'condannatè a performance vincenti.
"Una crescita collegata all'equiparazione dei comportamenti fra maschi e femmine, un pò come è accaduto con le sigarette. Ma anche al modo di vivere e lavorare di oggi, dominato da velocità e smania di successo». Parola di Gabriella Gilli, psicologa della personalità dell'Università Cattolica di Milano, che in occasione del convegno in corso all'ateneo su "L'altra faccia della coca", descrive l'evoluzione 'in rosà dei consumi.
"Non ho dati numerici precisi - avverte la psicologa - ma è indubbio un aumento delle consumatrici di coca, legato anche al contesto dell'assunzione di questa sostanza". La cocaina, infatti, "elimina la paura, il senso del rischio, fa sentire più sicuri, potenti e aggressivi".
E così la manager carica di stress e responsabilità, o anche la studentessa universitaria che sta preparando con un esame difficile, sniffano in modo occasionale, per difendersi da ansia e tensioni. E, grazie all'aiuto artificiale, per uscire vincenti da una riunione importante, o superare brillantemente una prova all'università.
"È la modalità che descriviamo come 'auto-curà", prosegue l'esperta. In pratica, questa sostanza viene vista da chi la prende quasi come un elisir, da assumere in occasioni particolari, «in grado di aiutare a vincere ansia e difficoltà, migliorando la performace».
Secondo uno studio canadese bambini allattati al seno da madri che consumano ogni giorno frutta e verdura si abituano al loro retrogusto nel latte e poi le consumano volentieri