Roma, 24 marzo 2008 - Ogni anno in Italia si registrano 50 mila casi di depressione post partum."La nostra società vive un`emergenza silenziosa, quella della madri che sperimentano la depressione post partum, il 10-15% del totale nei Paesi occidentali".
A lanciare l'allarme è il dr. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale "Eppure - osserva Cricelli - un problema così diffuso passa quasi inosservato sotto gli occhi dei familiari ma anche degli stessi operatori sanitari. Il medico di famiglia deve essere una sentinella del problema: siamo noi infatti, prima ancora degli specialisti, a possedere gli strumenti per prevedere una possibile situazione di crisi. Noi che conosciamo la paziente fin dall`adolescenza e sappiamo da quale contesto familiare proviene, possiamo con più facilità identificare i sintomi".
La depressione post partum emerge infatti in maniera più drammatica in donne che sperimentano situazioni di emarginazione o disagio. La corretta identificazione della patologia rappresenta il primo passo per la presa in carico del problema.
La sottostima ed il mancato trattamento della di questa condizione psicologica ha una pesantissima ricaduta sul contesto familiare ma anche sul servizio sanitario con alti costi dovuti ad una scarsa adesione da parte delle madri alle cure prenatali e a possibili comportamenti a rischio. Ma soprattutto presenta importanti conseguenze sul benessere dei bambini, particolarmente fragili a causa del mancato o compromesso sviluppo della normale interazione madre-neonato, con ricadute a livello cognitivo, emotivo e comportamentale. Farci carico di questo problema significa non solo aiutare le donne ma tutelare le generazioni di domani.
Per questo motivo anche noi abbiamo aderito alla campagna di sensibilizzazione sulla depressione post partum lanciata dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia e parteciperemo al convegno nazionale promosso dal presidente Giorgio Vittori il 2 aprile a Roma".
Secondo uno studio canadese bambini allattati al seno da madri che consumano ogni giorno frutta e verdura si abituano al loro retrogusto nel latte e poi le consumano volentieri