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RAPPORTO DI SAVE THE CHILDREN

Che fatica fare la mamma in Italia...
In classifica siamo pari al Botswana

Paradossalmente invece il nostro Paese è al primo posto quanto a benessere dei bambini. A far scuola come sempre i paesi scandinavi, mentre agli ultimi posti quelli dell'Africa sub-sahariana Commenta
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allattamento al seno Roma, 6 maggio 2008 - Faticoso essere mamme in Italia e lo si comprende già dalla gestazione, laddove una donna italiana in maternità percepisce l'80% del suo stipendio ordinario, mentre una svedese percepisce lo stipendio pieno. Differenze abissali, diversi livelli di attenzione: l'Italia e i paesi del Nord Europa guardano alla donna (e alla mamma) in maniera diversa.


È ciò che emerge dal nono Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo, la pubblicazione annuale di Save the Children sulla salute materno-infantile in numerosi paesi del mondo, presentato oggi a Roma nel corso di una conferenza stampa che anticipa di qualche giorno proprio la giornata dedicata alla mamma.


Sono i paesi scandinavi, con la Svezia al primo posto, seguita da Norvegia e Islanda, le nazioni che possono vantare parametri d'eccellenza attinenti alla salute, l'educazione e la condizione economica di madri e bambini. Quelli in cui le madri soffrono di più sono le nazioni dell'Africa Sub-sahariana, con il Niger all'ultimo posto: il luogo peggiore dove una mamma possa vivere.

 

E veniamo all'Italia, che si classifica al 19° posto nella classifica delle madri e al 1' posto (prima di 146 paesi) nella classifica del benessere dei bambini. Situazione paradossale, se si pensa all'Italia come alla nazione che più tutela e «coccola» i propri figli, ma che si attesta al pari di Botswana, Benin e Nepal per quel che riguarda le madri.

 

Considerando i tre parametri che servono a valutare il solo benessere infantile (tasso di mortalità sotto i 5 anni, tasso di iscrizione alla scuola materna e superiore), l'Italia spicca, seguita da Germania, Francia e Svezia. In particolare nel 2006, nel nostro paese, la mortalità infantile ha registrato uno dei valori più bassi in assoluto (4 morti su 1000 nati- dati Save the Children) mentre il tasso di iscrizione alla scuola materna e alla scuola superiore si attestavano, rispettivamente, al 104% e al 99%; situazione diametralmente opposta al Niger, ultimo anche nella classifica per il benessere infantile, dove un bambino su 4 rischia di morire prima dei 5 anni, il 44% malnutrito e solo meno della metà di essi sono iscritti a scuola.


"L'Italia, riguardo l'attenzione dedicata ai bambini, è avanti agli Stati Uniti e seconda all'Europa del Nord- spiega Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia- ma dobbiamo lavorare ancora a favore delle donne e delle madri e al riguardo riporto alcuni esempi: solo il 39% delle donne italiane fa uso di contraccettivi a fronte del 72% delle donne svedesi; le italiane percepiscono uno stipendio pari al 47% rispetto a quello dell'uomo mentre le svedesi hanno un salario di poco inferiore (pari all'81%) a quello maschile".

 

"Inoltre - continua il dottor Neri- anche nella partecipazione alla vita politica le possibilità per le 'nostrè donne è alquanto limitata: i posti occupati dalle donne nelle cariche pubbliche sfiorano il 17% Contro il 47% della Svezia. Dati che dobbiamo riuscire a modificare, perchè solo assicurando alle madri educazione, benessere economico e possibilità di accedere ai servizi e alle cure sanitarie, potremo garantire ai loro figli maggiori possibilità di sopravvivere, di crescere sani e realizzati".

 
  • 06/05/2008 13:44
    maria
    posso solo dire che le mamme in maternità percepiscono il 100% dello stipendio solo per 5 mesi ( 2 prima e 3 dopo, il parto) dopo di che lo stipendio è al 30 %, almeno per le mamme che non hanno un lavoro statale, e francamente non mi sembra giusto.Altro che 80%, basterebbe
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