L'incidenza di neoplasie tra i piccoli tra gli 0 e i 14 anni è pari a 175,4 nuovi casi all'anno ogni milione di abitanti. Molto di più del valore rilevato negli anni novanta negli Stati Uniti (158) e in Europa (140)
Milano, 21 luglio 2008 - I tumori infantili in Italia sono sopra la media europea ed americana. Ma aumenta anche la sopravvivenza dei piccoli pazienti. Sono questi i dati, pubblicati su Epidemiologia e Prevenzione, raccolti dalla Associazione Italiana registri dei tumori.
Lo studio fornisce una misura aggiornata dell'incidenza e della sopravvivenza dei soggetti con tumore in età pediatrica (anni 0-14) e adolescenziale (anni 15-19), basata sui dati raccolti da 23 registri dell'Associazione Italiana Registri Tumori (la mappa dei Registri attivi in Italia è disponibile sul sito www.registri-tumori.it ) tra il 1998 e il 2002.
Secondo i dati raccolti, l'incidenza di neoplasie tra i piccoli con età compresa tra i 0 e i 14 anni è pari a 175,4 nuovi casi all'anno ogni milione di abitanti. Molto di più del valore rilevato negli anni novanta negli Stati Uniti (158) e in Europa (140). Attualmente in Germania è 141, in Francia è 138. Il trend è in costante crescita: tra il 1988 e il 1992 si segnalavano solo 146 nuovi casi all'anno per milione di abitanti.
I tre tumori più frequenti nei bambini sono tutti in aumento: leucemie più 1,6 per cento annuo; linfomi più 4,6 per cento annuo; tumori del sistema nervoso centrale più 2,0 per cento annuo. Un fenomeno simile è stato osservato in diversi Paesi, ma, in Italia il cambiamento percentuale annuo risulta più alto che in Europa per l'insieme di tutti i tumori (+2 per cento contro 1,1 per cento); per le leucemie (più 1,6 per cento contro 0,6 per cento); per i tumori del sistema nervoso centrale (più 2 per cento contro 1,7 per cento); e per i linfomi (più 4,6 per cento contro 0,9 per cento). Negli Stati Uniti, invece, il tasso per tutti i tumori non è aumentato in modo significativo (più 0,6 per cento), l'incremento delle leucemie è dello 0,4% e i tumori del SNC sono stabili (meno 0,1 per cento)