I ricercatori giapponesi hanno identificato quei neuroni nei moscerini della frutta. Lo studio dimostra un legame diretto fra il dimorfismo sessuale nel cervello e le differenze di genere nel comportamento
Roma, 10 settembre 2008 - È grazie a un piccolo pugno di neuroni se l'uomo va alla carica e fa di tutto per conquistare la sua preda. Lo hanno scoperto ricercatori giapponesi, identificando nei moscerini della frutta i neuroni del corteggiamento. Lo studio, pubblicato su 'Neuron', dimostra un legame diretto fra il dimorfismo sessuale nel cervello e le differenze di genere nel comportamento.
I maschi di Drosophila melanogaster, l'insetto studiato, mettono in atto una serie di comportamenti complessi e stereotipati quando corteggiano una femmina. Mostrano il loro interesse facendo vibrare le ali e intonando così una specie di serenata che ha un effetto afrodisiaco. Altrimenti la lei in questione scapperebbe, respingendo le avance maschili. E non ci sarebbe alcun accoppiamento.
L'equipe dell'Hokkaido University of Education si è servita di una sofisticata tecnica che gli ha permesso di identificare, manipolare e studiare piccoli gruppi di cellule nel cervello del moscerino della frutta. In particolare, si è concentrata sui neuroni che esprimono un gene chiave per lo sviluppo sessuale. Chiamato Fru, è il 'controllore' che gestisce l'organizzazione dei centri cerebrali del comportamento sessuale. I ricercatori hanno identificato un insieme di cellule in cui si trova Fru e un altro gene importante per la sessualità: questo gruppo, noto come P1, dà il via a tutto il rituale del corteggiamento maschile. Prova ne è che le cellule P1 sono, invece, destinate a morire nelle femmine.
Quando gli scienziati hanno modificato geneticamente le Drosophile melanogaster per dotarle di P1, anche loro hanno cominciato a comportarsi come i maschi per far capitolare la preda. I neuroni del corteggiamento sono circa una ventina e si trovano nella radice posteriore.