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I MALI DELL'INVERNO

Quest'anno l'influenza sarà più cattiva
"La pandemia potrebbe essere vicina"

Previsioni poco rosee da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità: circoleranno tre virus completamenti nuovi rispetto a quelli della stagione precedente. Un ceppo potrebbe colpire l'Europa causando una grave epidemia

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Vilamoura (Portogallo), 15 settembre 2008 - Ogni anno colpisce da trecento milioni a un miliardo di persone nel mondo, di cui tre-cinque milioni sono casi gravi e 250-500 mila i decessi; nella Ue le vite perse variano da 40 mila a 220 mila e quest'anno è in arrivo una pandemia dovuta alla circolazione di tre virus completamente nuovi rispetto a quelli della stagione precedente, tanto che per la prima volta l'Oms ha deciso di modificare il vaccino in tutte le sue tre componenti. È indispensabile quest'anno, dunque, vaccinarsi in tempo.

 

È questo l'allarme-invito che Giancarlo Icardi, responsabile del Dipartimento di igiene dell'Università di Genova, lancia dal summit di Vilamoura, in Portogallo, dell'Eswi - Third European Influenza Conference. È un monito pressante: in Italia ogni anno l'influenza causa tra i 7.500 e gli 8.500 decessi e circa mille di questi 8.500 decessi sono dovuti alla polmonite da influenza, mentre gli altri sono riconducibili a cause diverse, sempre correlate alla stagione influenzale. È dunque quest'anno indispensabile per le categorie a rischio - gli over 65, i bambini di età superiore a 6 mesi, le persone affette da diabete o malattie cardiovascolari - vaccinarsi entro la fine dell'anno.

 

Quest'anno "c'è una grossa novità - esordisce Icardi: - circoleranno tre virus influenzali completamente nuovi rispetto a quelli della stagione precedente, tanto che l'Oms ha deciso di modificare il vaccino in tutte le sue tre componenti". Il vaccino antinfluenzale è trivalente, è cioè costituito da tre tipi di virus influenzali: il tipo A-H3, l'A-H1 e il B. Quando il vaccino viene modificato "in genere - spiega Icardi - se ne sostituisce un ceppo, al massimo due. Quest'anno invece il vaccino sarà composto da due ceppi Brisbane e dal ceppo Florida, per quanto riguarda il B".

 

È in arrivo infatti un nuovo ceppo A-H3N2 isolato a Brisbane che è stato il principale responsabile di un aumento dei casi di influenza stagionale in Australia nel 2007 pari a tre volte rispetto agli ultimi cinque anni. Le previsioni sono che il nuovo A-H3N2 potrà colpire l'Europa e causare una grave epidemia influenzale: per questo l'Oms ne ha raccomandato l'introduzione nel vaccino di quest'anno, oltre ovviamente a spingere i Paesi membri a sollecitare, soprattutto nelle categorie a rischio, la vaccinazione preventiva.

 

Nel XX secolo si sono verificate tre pandemie influenzali: la Spagnola nel 1918 (con oltre 40 mln di morti), la pandemia del 1958 inizialmente comparsa in Asia (con 1 mln di morti) e la pandemia del 1968 originatasi ad Hong Kong(con 1 mln di morti nell'arco di sei settimane)

 

"Purtroppo in Italia il livello di vaccinazione è ancora basso - aggiunge Icardi, - solo un italiano su quattro si è vaccinato contro l'influenza nella stagione 2006-2007, evidenziando così una copertura vaccinale solamente nel 20 per cento circa della popolazione". Un livello estremamente basso rispetto a quel 75 per cento, il target minimo, fissato dall'Oms per i Paesi membri, fino a raggiungere l'ottimale del 95 per cento. In Italia, non essendoci dati disponibili sulle categorie a rischio, "si proietta il dato di copertura della popolazione generale - precisa Icardi - che parla di un venti per cento circa: una copertura insufficiente anche riferita alle popolazioni target, vale a dire i soggetti che indipendentemente dall'età hanno patologie che li pongono a maggior rischio di sviluppare le complicanze dell'influenza, come diabete e malattie cardiovascolari".

 

La strategia, insomma, è quella che gli specialisti riuniti a Vilamoura definiscono "strategia di controllo" con la quale ridurre il rischio di malattia, di ospedalizzazione e di morte nei soggetti a rischio e anche ridurre i costi connessi alla morbosità e alla mortalità. Oltre al nuovo ceppo virale, la ricerca sta facendo sì che il vaccino possa essere somministrato per via intradermica oltre che alla classica intramuscolare.










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