Il progressivo abbandono della classica dieta mediterranea fatta di pane, pasta, frutta, verdura, olio extravergine fa crescere i rischi per le nuove generazioni
Roma, 28 settembre 2008 - I bambini di questa generazione potrebbero essere i primi nella storia a vivere meno dei propri genitori per i rischi legati all'obesità che interessa in Italia il 12,3% di quelli che frequentano le scuole elementari e medie, mentre il 35% è 'solo' in sovrappeso. L'obesità infantile raggiunge punte del 21% a Napoli, la patria della dieta mediterranea, secondo i dati elaborati dal centro di epidemiologia dell'Istituto superiore di sanità. E' quanto afferma la Coldiretti commentare i dati allarmanti divulgati al Festival della salute proprio nel momento in cui arriva la conferma scientifica che la dieta mediterranea riduce la mortalità del 9% in media e, nel dettaglio, del 13% l'incidenza del Parkinson e dell'Alzheimer, del 9% quella per problemi cardiovascolari e del 6% quella del cancro.
Pane, pasta, frutta, verdura, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani, sostiene la Coldiretti, di conquistare fino ad ora il record della longevità con una vita media di 78,6 anni per gli uomini e di 84,1 anni per le donne, nettamente superiore alla media europea. Ma negli ultimi cinque anni i consumi di frutta e verdura si sono ridotti del 20% tra gli italiani, soprattutto tra le giovani generazioni, con un trend che prosegue anche nel 2008 con un ulteriore calo dei consumi di frutta (-2,6%), olio di oliva (-2,8%), pane (-2,5%), vino (-0,9%) e verdura (-0,8%), sulla base dei dati Ismea Ac Nielsen relativi al primo semestre.
Oggi se un italiano su dieci è obeso, la percentuale sale notevolmente tra le giovani generazioni dove si registra una percentuale del 12,3% di obesi e del 35% di sovrappeso proprio per effetto del progressivo abbandono dei principi della dieta mediterranea a favore del consumo di cibi grassi e ricchi di zucchero come le bibite gassate.