Il medico esulta: "Questa bambina non dovrà affrontare la paura di sviluppare questa forma genetica di cancro al seno o di cancro alle ovaie da adulta". Londra: test genetici per tutti
Londra, 10 gennaio 2009 - Nel Regno Unito è nata la prima bambina ‘geneticamente selezionata' che non ha ereditato dai genitori il gene del cancro al seno. Ad annunciarlo è stato lo stesso medico che ha seguito la coppia, Paul Serhal.
"Questa bambina non dovrà affrontare la paura di sviluppare questa forma genetica di cancro al seno o di cancro alle ovaie da adulta", ha spiegato, "l’eredità duratura di questa operazione è lo sradicamento della trasmissione di questa forma di cancro che ha devastato queste famiglie per generazioni".
La bimba non ha quella particolare variante genetica che nell’80 per cento dei casi è responsabile del cancro al seno. I medici della University College di Londra hanno riferito che sia la mamma sia la bimba stanno bene. L’embrione è stato esaminato e selezionato prima di effettuare la procedura di fecondazione in vitro, ed è stato verificato che non avesse il gene ‘Brca1’ alterato, a differenza delle donne di tre generazioni della famiglia del padre colpite dal tumore al seno prima dei trent’anni.
TEST PER TUTTI
Per la prima volta anche le persone che non hanno all’interno delle loro famiglie persone che hanno sofferto di tumore al seno, all’utero o alla prostata potranno usufruire di test genetici per scoprire se sono a rischio di queste malattie. E’ il programma messo a punto dall’University College London, la stessa che ha contribuito alla nascita della prima bambina geneticamente modificata, scrive The Times.
Lo screening sugli embrioni è infatti alla base della nascita di questa bimba a cui si è voluto evitare un futuro di sofferenza come è invece capitato alla maggior parte delle donne della famiglia del padre, colpite da cancro al seno. La piccola è nata grazie alla fecondazione assistita e alla diagnosi pre-impianto effettuata a giugno 2008 su undici embrioni di tre giorni da Paul Serhal in una clinica privata dell’University College Hospital di Londra. Degli undici embrioni prodotti con la IVF (In Vitro Fecondation), sei avevano il gene BRCA1 mutato e cinque sono risultati liberi, di questi, due sono stati impiantati nell’utero della donna.
Il gene Brca1 e Brca2 sono tra i più coinvolti nello sviluppo di tumore al seno se sono presenti in forma alterata e le donne portatrici delle mutazioni hanno probabilità di ammalarsi sette volte maggiori rispetto alle donne che non hanno i geni alterati.
Finora i test sui geni portatori di tumore veniva effettuato su persone che correvano il rischio di familiarità della malattia, ma dalle statistiche risulta che circa il 50% delle donne che si ammala di tumore al seno non ha alcuna precedente tra i parenti per questo un più ampio approccio preventivo potrà ridurre non solo i casi di tumori, ma anche di altre malattie.
fonte Agi