Un gruppo di ricercatori che lavora per la Roche ha messo a punto PLX4032 (R7204), un farmaco che scova e distrugge le cellule tumorali portatrici della mutazione BRAF presente nel 60% dei melanomi maligni. Lo studio è ancora in fase sperimentale
Londra, 9 giugno 2009 - Il melanoma fa meno paura: un gruppo di ricercatori che lavora per la Roche è riuscito a mettere a punto un farmaco che aggredisce questo letale tumore della pelle nella sua forma più avanzata, spesso incurabile.
Il farmaco, ancora in fase sperimentale, è stato ribattezzato PLX4032 (R7204) e potrebbe allungare la vita di molti pazienti affetti dal melanoma, ritardando la diffusione e la progressione della malattia, come emerso dai dati di un primo trial presentati dalla Roche e dal suo partner in questa ricerca, la Plexxikon, all’incontro dell’American Society of Clinical Oncology in Florida, negli Stati Uniti.
Il PLX4032 funziona scovando e distruggendo le cellule tumorali portatrici della mutazione BRAF presente nel 60% dei melanomi maligni.
Questo non solo aiuta a ridurre il tumore ma ritarda la sua diffusione. Attualmente solo il 5% dei pazienti il cui tumore si è diffuso in altre aree del corpo sopravvive più di due anni.
Lo studio di fase I ha coinvolto 16 pazienti con melanoma BRAF-positivo e in più della metà l’estensione del tumore si è ridotta di almeno il 30%. Grazie al PLX4032 i pazienti sono vissuti per sei mesi senza che la malattia progredisse e in più della metà il tumore si è notevolmente ridotto.
La Roche e la Plexxikon stanno ora progettando dei trial più vasti per studiare la sicurezza del farmaco e individuare il dosaggio più efficace. Gli esperti hanno ricordato che il melanoma è più facile da curare se diagnosticato tempestivamente. Per questo, è bene controllare i nei e riferire al medico ogni eventuale anomalia (modifica nella forma, dimensione, colore di un neo). Inoltre, occorre evitare un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti: il sole è il fattore di rischio principale - e facilmente evitabile - perchè causa cambiamenti genetici nella pelle.
agi