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Bruxelles dà l'ok a nuove colture Ogm: patata e mais Zaia: "Non da noi"

Autorizzata la coltivazione del tubero 'Amflora' e di tre varietà di mais Ogm, tutti destinati all'alimentazione animale: è la fine dell'embargo iniziato nell'ottobre 1998. La Commissione non ha il completo sostegno degli Stati membri Ue, ma l’Esecutivo comunitario può decidere ugualmente

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foto simbolo Ogm: patate (Infophoto)
foto simbolo Ogm: patate (Infophoto)

Bruxelles, 2 marzo 2010 - La Commissione europea ha deciso, oggi a Bruxelles, con procedura scritta, l’autorizzazione alla coltivazione della patata geneticamente modificata Amflora, prodotta dalla multinazionale Basf. La decisione mette fine all’embargo sulle nuove colture Ogm, che resisteva nell’Ue dall’ottobre del 1998.


La patata Amflora, modificata in modo da avere un maggior contenuto di amido, è stata a lungo al centro di una controversia fra l’Efsa (autorità Ue di sicurezza alimentare), con sede a Parma, che ha dato il suo via libera ‘tecnico’, e le due autorità sanitarie, europea e mondiale, l’Emea (agenzia Ue del farmaco) e l’Oms. La controversia riguardava la presenza, nell’Ogm, di un gene ‘marker’ che conferisce resistenza a un antibiotico importante per la salute umana.  L’Efsa ha dato il suo via libera nonostante il fatto che la direttiva Ue 2001/18, relativa al rilascio deliberato di Ogm nell’ambiente, proibisca espressamente l’autorizzazione per gli Ogm contenenti geni di resistenza ad antibiotici importanti per la salute umana.


A più riprese, negli anni scorsi, la Commissione aveva cercato di ottenere il sostegno degli Stati membri nel comitato di regolamentazione degli Ogm e in Consiglio Ue, senza mai ottenere la maggioranza richiesta per l’autorizzazione alla coltura. Le norme Ue, tuttavia, danno all’Esecutivo comunitario il potere di assumere da solo la decisione sull’autorizzazione, se non si esprime contro almeno la maggioranza qualificata degli Stati membri.
Dopo che il precedente commissario all’Ambiente, Staros Dimas, aveva bloccato la proposta, il suo successore, il maltese John Dalli, ha creduto bene di marcare con questa decisione il suo primo atto pubblico, che spiegherà durante una conferenza stampa oggi a Bruxelles. Oltre alla patata Amflora, che è stata autorizzata per la coltura e per l’alimentazione degli animali, sono state approvate anche altri tre nuove varietà di mais Ogm, tutte destinate all’importazione e la commercializzazione per l’alimentazione degli animali.

PRONTI ALLA PRODUZIONE

La coltivazione della patata Amflora “potrebbe partire già da quest’anno”, afferma Peter Eckes, president di Basf plant science, dopo il via libera ottenuto dall’Ue. “Dopo un’attesa di oltre 13 anni siamo soddisfatti che la Commissione Ue abbia dato il via libera ad Amflora e speriamo che questa decisione segni un punto di partenza per ulteriori prodotti innovativi che favoriranno un’agricoltura competitiva e sostenibile in tutta Europa”, aggiunge Stefan Marcinowski, membro del comitato dei direttori esecutivi di Basf. L’Efsa, ricorda la società in una nota, ha ribadito in più occasioni, durante il processo di autorizzazione, che Amflora “rispetta la salute umana, gli animali e l’ambiente”.


La patata Amflora è in grado di produrre amilopectina pura; l’amido è utilizzato in alcune applicazioni tecniche. “Non è previsto” l’uso alimentare. E’ stata prodotta per venire incontro alle esigenze delle industrie e soprattutto alla domanda di amido con amilopectina pura. Le patate convenzionali, spiega la Basf, producono un misto di amilopectina e amilosi. E per alcuni sistemi produttivi, soprattutto la carta, il tessile e l’industria degli adesivi e collanti, l’amilopectina pura è più conveniente. Perché è costoso separarla dall’amilosi. Secondo Basf, l’industria trarrà benefici dall’amido di alta qualità prodotto grazie alla patata Amflora. Si potrà ottenere ad esempio della carta più lucida.

 

'CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA

L’Ue non potrà più imporre all’Italia di coltivare piante geneticamente modificate, ma solo se le autorità nazionali invocheranno la ‘clausola di salvaguardia’ prevista dall’articolo 23 della direttiva Ue 2001/18 sul rilascio deliberato degli Ogm nell’ambiente. Lo hanno confermato, oggi a Bruxelles, fonti della Commissione europea. Uno Stato membro dell’Ue che voglia opporsi alla coltivazione, sul proprio territorio, di un Ogm già approvato a livello comunitario, può invocare la ‘clausola di salvaguardia con la garanzia, ormai, che Bruxelles non ne chiederà più la disapplicazione, hanno spiegato le fonti.


Secondo la ‘clausola di salvaguardia’, comunque, per limitare o proibire la coltivazione di un Ogm, è necessario motivare la decisione con “informazioni nuove o complementari, resesi disponibili” dopo l’approvazione comunitaria. Sei paesi (Austria, Ungheria, Francia, Grecia, Germania e Lussemburgo) hanno già invocato questa clausola contro la coltivazione del mais Monsanto Mon810, l’unico Ogm piantato in Europa. Negli anni scorsi, quando la Commissione ha tentato di imporre a due di essi (Austria e Ungheria) di metter fine a questi divieti nazionali, è stata bloccata dalla maggioranza qualificata degli Stati membri.


Per questo motivo, l’anno scorso, il presidente dell’Esecutivo comunitario, José Manuel Barroso, durante la campagna per la sua riconferma, ha preso la decisione politica di lasciare agli Stati membri la libertà di decidere se coltivare o no gli Ogm autorizzati a livello Ue. Questo impegno potrà realizzarsi o attraverso la garanzia che la Commissione non tenterà più di far disapplicare le ‘clausole di salvaguardia’ eventualmente adottate dai Paesi Ue, oppure mediante modifiche alla legislazione comunitaria. Dalli ha annunciato oggi che la Commissione presenterà le sue proposte in merito entro giugno.

 

ZAIA: "SIAMO CONTRARI"

 La decisione della Commissione Ue autorizzare la coltivazione di una patata geneticamente modificata “ci vede contrari”. Lo afferma il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, sottolineando che “il fatto di rompere una consuetudine prudenziale che veniva rispettata dal 1998 è un atto che rischia di modificare profondamente il settore primario europeo”. Dopo il via libera alla produzione della patata Ogm Amflora, Zaia sottolinea: “Non solo non ci riconosciamo in questa decisione ma ci teniamo a ribadire che non permetteremo che questo metta in dubbio la sovranità degli Stati membri in tale materia”.
“Da parte nostra - afferma - proseguiremo nella politica di difesa e salvaguardia dell’agricoltura tradizionale e della salute dei cittadini. Non consentiremo che un simile provvedimento, calato dall’alto, comprometta la nostra agricoltura”. “Valuteremo la possibilità di promuovere un fronte comune di tutti i Paesi - conclude - che vorranno unirsi a noi nella difesa della salute dei cittadini e delle agricolture identitarie europee”.

 I VERDI

I Verdi annunciano di essere “pronti” a presentare un referendum per “evitare che gli Ogm vengano coltivati in Italia”. La decisione della Commissione Ue di autorizzare la coltivazione della patata Amflora è “gravissima e inaccettabile”. La coltura autorizzata “presenta dei profili di rischio molto alti perché - spiegano i Verdi - avrebbe un gene marker che provoca resistenza ad un antibiotico importante per la salute umana”. In questo modo “non solo è stato violato il principio di precauzione nei confronti delle colture geneticamente modificate, ma anche la direttiva Ue 2001/18 che proibisce espressamente l’autorizzazione per gli Ogm che contengono geni di resistenza ad antibiotici importanti per la salute umana”, osservano in una nota.
“Si tratta - secondo quanto riferisce la Federazione dei Verdi - di un vero e proprio assalto alla sicurezza alimentare, alla nostra agricoltura tipica, di qualità e biologica: insoma a rischio c’è tuto il made in Italy agrolimentare. I Verdi si mobiliteranno con forza per per difendere la tradizione agroalimentare del nostro paese e la salute dei cittadini dalle colture geneticamente modificate”.
 

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