Il gioco dell'estate 2010 Scoprire chi si è rifatto seno e labbra
Il famoso chirurgo Marco Klinger a Novella 2000: "Quando i seni sono troppo alti e troppo pieni nella parte superiore e laterale, sono sicuramente frutto di un intervento della cosiddetta mastoplastica additiva"

Roma, 18 agosto 2010 - Ammettiamolo: il passatempo più divertente in spiaggia, dopo il gossip e prima dei cruciverba, sta nell’indovinare se la vicina d’ombrellone si sia rifatta il seno oppure no. In fondo è anche l’unico gioco che riesca a coinvolgere donne e uomini allo stesso modo.
E pazienza se le motivazioni siano opposte. Peccato che, alla luce del recente boom di interventi (solo nel 2010 le italiane hanno speso più di un miliardo di euro in chirurgia estetica), il gioco si stia facendo così duro che non resta che ammettere i propri limiti: non tutti i seni rifatti sono visibilmente a palla e, soprattutto, non tutti gli interventi lasciano il segno. Insomma: riconoscereun seno artificiale diventa sempre più difficile.
In sostanza, oltre alla situazione di partenza (età della paziente, tonicità dei tessuti, conformazione naturale del seno) la differenza la fa il chirurgo. Per questo abbiamo chiesto a Marco Klinger, professore di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica presso l’Università degli Studi di Milano e responsabile della II unità operativa di chirurgia plastica presso l’Istituto clinico Humanitas, tutte le dritte per un avvistamento...'scientifico': "Come si fa a riconoscere un seno rifatto? La prima cosa che desta sospetto è la mancanza delle proporzioni. La seconda è l’età: chi ha superato i 40 anni non può avere la parte superiore del seno troppo piena" spiega a Novella.
Questa è la prima lezione, le cose si complicano non poco quando si entra nei meandri del linguaggio tecnico-medico: "Per noi chirurghi gli elementi rilevatori sono: il polo superiore che è troppo tondo, il bordo mediano, vicino allo sterno, che fa un salto troppo brusco, il seno che invade la zona dell’ascella, i solchi sottomammari che non sono dolci». Per dirla da profani: quando i seni sono troppo alti e troppo pieni nella parte superiore e laterale, sono sicuramente frutto di un intervento della cosiddetta mastoplastica additiva".
"La scelta di una protesi in silicone (riempitadi soluzione salina o gel di silicone, poco importa) dovrebbe attenersi sempre a canoni estetici molto precisi, per esempio la centralità del capezzolo nel seno. Ma poi il risultato finale dipende tutto da come viene inserita chirurgicamente: "Le protesi migliori che durano nel tempo, sono quelle sotto il muscolo pettorale», aggiunge Klinger. «Ma se il muscolo non è ben liberato, creano un effetto innaturale. Quello, per intenderci, che se ti alzi di botto dal lettino si muovono in modo sincrono al muscolo". Insomma, restano troppo attaccate al busto. Preso nota? A tutto ciò va aggiunto che "a volte si possono notare le cicatrici dell’intervento nella zona delle areole, altre volte nei solchi, mentre quelle sotto l’ascella sono abbastanza rare".
La prova schiacciante ce la regalano, però, "le mammelle che “restano su” anche quando la donna è supina. Quello indica sempre la presenza di protesi". Per completare l’opera, se siete collegati a Internet e volete farvi due risate, c’è un video-manuale di Playboy che impazza su YouTube dal titolo: How to tell real breasts from fake (come riconoscere i seni veri da quelli falsi).
di Manuela Florio, giornalista di 'Novella2000'
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