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Neopapà in aspettativa Cameron apre un'era I pediatri d'accordo

La scelta del premier britannico David Cameron, che ha deciso di prendersi un congedo di qualche settimana per occuparsi della nuova arrivata, è stato accolto con favore dagli specialisti. "E' un esempio illuminante"

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Una famiglia
Una famiglia

Roma, 26 agosto 2010 - Un toccasana per il bebè, oltre che per la neomamma, avere il papà accanto subito dopo la nascita. La scelta del premier britannico David Cameron, che ha deciso di prendersi un congedo di qualche settimana per occuparsi della nuova arrivata, "dovrebbe essere un esempio illuminante per tutte quelle famiglie in procinto di avere un figlio". Non ha dubbi al riguardo Gianni Bona, direttore della Clinica pediatrica dell’università di Novara ed ex vice presidente della Società italiana di pediatria (Sip).

"In Italia - spiega il pediatra - la genitorialità dei papà è poco conosciuta. In realtà la presenza del padre è un toccasana per la madre già in sala parto, quando il neopapà decide di assistere la compagna in una fase delicatissima per la donna". A confermarlo anche uno studio condotto proprio dalla Clinica pediatrica diretta da Bona, "che ha mostrato - spiega il pediatra - come la presenza del partner in sala parto rinforzi e rincuori la neomamma, contrastando la temibile depressione post partum".

Ma anche il piccolo trae beneficio dalla presenza del papà nei suoi primi mesi di vita. "In questo - fa notare Bona - siamo molto diversi dagli animali: per i cuccioli la figura del padre ha un ruolo del tutto collaterale. Per gli uomini, invece, le cose stanno molto diversamente", assicura.

I neopapà che decidono di prendersi un’aspettativa dal lavoro in vista della paternità "finiscono per migliorare il loro rapporto con il bambino, nonchè per rafforzare e arricchire la stessa relazione genitori-figlio. È, in altre parole, l’intera famiglia a trarne beneficio, oltre all’equilibrio del piccolo a cui giova senza alcun dubbio la presenza di entrambi i genitori nei primi giorni e mesi di vita".

Il bebè "finisce per aprirsi maggiormente al mondo esterno - spiega il pediatra - abituato sin dall’inizio alla presenza di due persone distinte". E la prova che, seppur piccolissimo, il bambino riesce a percepire la presenza del neopapà al suo fianco "arriva da un esempio negativo, ma lungimirante: quando nella coppia si hanno problemi subito dopo l’arrivo del bebè, anche il bambino risente della conflittualità risultando più irrequieto e più lento nei progressi che dovrebbero segnare la sua crescita".

Dunque "congratulazioni a Cameron, un esempio illuminante. E speriamo che molti altri neopapà decidano di fare lo stesso", conclude Bona con un auspicio.

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