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Vaccinazione raccomandata per chi si reca nei Paesi sub-sahariani e in Indonesia
Roma, 02 gennaio 2011 - SECONDO L’OMS, complici i mutamenti climatici, gli insetti vettori della malaria sono in aumento proprio in Italia, si introducono nelle stive delle navi e nei bagagli del turismo esotico, e così in Europa la malaria è endemica. L’urgenza ha fatto scattare la corsa delle case farmaceutiche ai nuovi rimedi e la ricerca ha rivelato una sorpresa: dal momento che in occidente la malaria ha dato tregua per molti anni l’assenza della lotta ai parassiti non ha innescato meccanismi di resistenza e dunque molti farmaci di un tempo sono ancora efficaci.
Tuttavia per chi si reca nei paesi sub-sahariani e soprattutto in Indonesia l’Oms raccomanda sia i trattamenti volti alla prevenzione da eventuali infezioni sia i trattamenti d’emergenza. Sigma-Tau, in partnership con Medicines for Malaria Venture (Mmv) ha ottenuto dall’Ema (Agenzia europea per i medicinali) il parere positivo per una nuova combinazione di antimalarici e alla fine di ottobre anche l’autorizzazione all’immissione in commercio per il cocktail diidroartemisinina/piperachina. Il primo principio attivo è un derivato dell’Artemisia Annua, erba medicinale della tradizione cinese mentre il secondo è un antimalarico in grado permanere nei tessuti per due mesi, consentendo una profilassi adeguata. Secondo Marco Corsi, direttore medico di Sigma-Tau, questa azione secondaria «riduce del 50% il numero di nuove infezioni nei due mesi dopo il trattamento, un’opportunità per i turisti ma soprattutto per i pazienti del terzo mondo che non hanno i mezzi per seguire una terapia che necessiti di più somministrazioni giornaliere e il monitoraggio da parte di un sanitario».
IL TERMINE malaria deriva dal medievale italiano «mal aria» ed è la più diffusa tra le parassitosi, detta anche «paludismo» per l’antica opinione che fosse causata dalle esalazioni di zone ancora non bonificate. La malaria è invece provocata dall’azione di protozoi del genere Plasmodium trasmessi nell’uomo dalle zanzare del genere Anopheles opppure da trasfusioni, da madre a feto e durante trapianti d’organo. Il periodo di incubazione, asintomatico, va da pochi giorni a 3 mesi.
Marco Pivato