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Cuore e pallone

Lo studio del professor Galanti

E' importante che sugli sportivi l'elettrocardiogramma venga effettuato tre volte l'anno 

Cassano: a giorni intervento al cuore
Cassano: a giorni intervento al cuore

Roma, 09 gennaio 2012 - LA RICERCA del professor Galanti ha attraversato l’oceano. Il noto docente fiorentino direttore della scuola di medicina dello sport, è stato invitato al convegno dell’American Heart Association, ha presentato una analisi clinica sui calciatori di serie A di cui si è occupato nel corso della sua esperienza di medico sportivo alla Fiorentina. Un lavoro lungo 15 anni, dal 1993 al 2008, con dati incrociati che portano a un risultato che il professore giudica estremamente interessante. «Ho potuto rilevare nei calciatori che era sotto le mie cure durante questi anni che non c’è stato un incremento di massa cardiaca». Il risultato sembra scontato, ma non lo è. Soprattutto con la trasformazione — o evoluzione per chi preferisce — del calcio e con l’intensificarsi degli impegni agonistici che, inevitabilmente, hanno portato anche una svolta negli allenamenti. «Dal 1995 — ricorda Galanti — il Ministero della Salute ha reso obbligatorio l’elettrocardiogramma per i calciatori. E nella mia ricerca ho riportato tutti i dati e i cambiamenti della massa cardiaca durante i diversi momenti dell’anno. Il primo esame veniva effettuato a luglio, prima dell’inizio della preparazione e chiaramente la situazione del cuore era normale. Il secondo step, a gennaio, con l’intensificarsi degli impegni e con le ripetute per prepararsi al rientro in campo e in quel caso si registrava un incremento della massa cardiaca, ma era comunque un’ipertrofia fisiologica. E infine a luglio, a un anno di distanza, veniva ripetuto l’esame. Non si registravano dei picchi pericolosi, perché l’atleta manteneva una vita regolare. E non è un aspetto da poco, perché vanno considerati anche gli impegni di campionato e Coppa sempre più ravvicinati».

IL TEMA RESTA di estrema d’attualità. Basta ricordare poche settimane fa il malore che ha colpito Antonio Cassano, cui è stato riscontrato un forame ovale pervio. «Il fatto che non ci sia stata, secondo i risultati del mio studio, una modificazione cardiaca nei calciatori che ho seguito in questi anni è un dato che ha destato un certo interesse anche negli Stati Uniti». Galanti è stato invitato a Orlando, in Florida, al convegno dell’American Heart Association a metà di questo mese. «Sono stato contento di come sia stata accolta la mia relazione, i colleghi americani mi hanno fatto diverse domande e oltre a mostrare un certo interesse per il lavoro, hanno espresso la volontà di fare qualcosa di simile anche là». Galanti evidenzia l’importanza della frequenza con cui vengono effettuati gli esami. «È fondamentale che ciò accada almeno tre volte in un anno, per quanto riguarda l’elettrocardiogramma, e in periodi chiaramente diversi, a seconda del carico degli allenamenti e degli impegni agonistici, per vedere le reazioni degli atleti e per confrontarli poi».


 

Matteo Massi

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