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Slitta la pensione, boom di studi per mantenere lucidità nel lavoro
Roma, 30 gennaio 2012 - L’EPOCA della pensione slitta di qualche anno? Motivo in più per mantenersi lucidi e freschi. Le industrie farmaceutiche investono nella ricerca anti-aging, Federterme e centri benessere seguono a ruota con programmi rigeneranti. Sono 400 le molecole sotto i riflettori per contrastare gli effetti dell’invecchiamento.
Quattro i centri italiani che partecipano allo studio per quel che è stato definito il "vaccino contro l’Alzheimer". Ed è in pieno svolgimento la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi delle associazioni di volontariato (info su www.alzheimer.it). Perdita di memoria e fatica a concentrarsi? I sintomatici mascherano le dimenticanze ma non rallentano il declino. Per il geriatra c’è ancora tanta strada da fare, per fortuna le novità sono dietro l’angolo.
"LA MALATTIA di Alzheimer colpisce il 7% dei soggetti fra 65 e 85 anni — afferma Massimo Franceschi, direttore della Neurologia nell’Ospedale MultiMedica di Castellanza — tuttavia il processo patologico inizia decenni prima dell’insorgere dei sintomi e ci aspettiamo una vera e propria epidemia di demenze nei prossimi anni». In Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Lazio e Toscana i centri pilota della sperimentazione con il vaccino. Essenziale la diagnosi precoce: si comincia selezionando soggetti con cali di memoria oltre la media, e difficoltà nel ricordare nomi e date. Dopo un esame del sangue e la visita neurologica, i casi sospetti si sottopongono a un esame, la puntura lombare, per cercare tracce di quella sostanza amiloide che si deposita e danneggia il cervello.
In futuro, secondo Matej Oresic del Technical Research Centre of Finland, sarà possibile fare la stessa diagnosi molecolare con un semplice prelievo di sangue. Da segnalare anche l’utilità della tomografia a positroni, che evidenzia aree di atrofia corticale. Le cronache di questi mesi hanno riferito di studi portati avanti da varie case, citiamo Chiesi Farmaceutici, Merck Sharp & Dohme, Lilly e Roche. Quest’ultima è coinvolta nel vaccino che si spera sia in grado di 'sciogliere' le placche senili, con anticorpi, e battere la malattia. Nello studio sono stati individuati soggetti a rischio, prima dell’aggravarsi dei sintomi iniziali, quando il corredo di neuroni è relativamente conservato: sono pazienti con Mild Cognitive Impairment (MCI) cioè con segni di amnesia non ancora invalidante.
Il vaccino sembra ben tollerato ed esente da rischi, i soggetti testati ricevono iniezioni sottocute, una al mese, e i risultati si potranno valutare tra un paio d’anni. Un recente studio del gruppo di Rosebud O. Roberts, epidemiologa della Mayo Clinic di Rochester, Minnesota, pubblicato su Neurology, ha mostrato come i soggetti di sesso maschile sono più a rischio di sviluppare deficit cognitivi lievi (i buchi di memoria) rispetto alle donne.
ALTRO FRONTE di ricerca nel sistema nervoso centrale, segnalatoci a suo tempo dalla professoressa Laura Calzà, neurofisiologa, già allieva di Rita Levi Montalcini, e ora cattedratico a Bologna, vede coinvolto un gruppo di volontari, soggetti che hanno accettato di sperimentare un mediatore chimico, il cosiddetto "modulatore della gamma-secretasi". I dati preliminari indicano che il farmaco sarebbe ben tollerato in dose singola e in dosi ripetute. L’anno scorso Chiesi ha fatto partire in questo senso uno studio clinico su pazienti con declino cognitivo lieve. Se son rose...
Alessandro Malpelo