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I vantaggi delle cure naturali entrano a pieno titolo anche nelle corsie degli ospedali
Roma, 20 febbraio 2012 - I FATTI PARLANO chiaro: per alcune patologie come l’asma, l’allergia, l’emicrania, la nostra medicina ha mostrato chiari limiti. Può tenere sotto controllo i sintomi, ma quasi mai riesce a guarire. Non a caso molte di queste malattie vengono definite croniche, ovvero non curabili. Ed è soprattutto chi si trova a questo bivio che prova a rivolgersi ad altre forme di cura.
LA PIÙ UTILIZZATA è l’omeopatia (le principali società scientifiche di riferimento dei medici omeopati sono la Siomi e la Fiamo). La maggior parte delle richieste di cura riguardano malattie come le allergie (rinite, asma), le dermatiti atopiche, le cefalee e le emicranie, le patologie reumatologiche e quelle gastroenteriche.
Sulle evidenze, ovvero l’efficacia di queste cure, c’è da sempre molta discussione. Secondo la maggior parte dei medici non ci sono prove sufficienti, secondo gli omeopati esistono eccome: "Migliaia di lavori confermano l’efficacia dell’omeopatia – sostiene Simonetta Bernardini, pediatra, endocrinologa e presidente della Siomi – e provengono dai Paesi in cui questa medicina fa parte del sistema nazionale pubblico, come in Inghilterra, dove addirittura c’è un ospedale riservato alla medicina omeopatica".
ALTRI STUDI "mostrano che l’omeopatia migliora la resistenza delle piante agli attacchi dei parassiti – aggiunge la presidente Siomi – e riduce la mortalità negli allevamenti suini".
E’ comunque un dato di fatto che molti pazienti in chemioterapia per malattie oncologiche ricorrono anche all’omeopatia. Così come i malati cronici, per ridurre il carico dei farmaci, cercano altre risorse di cura. C’è da chiedersi se i numeri aumenterebbero se la medicina alternativa fosse inserita nel sistema sanitario pubblico, come ha cominciato a fare la Regione Toscana e come sta sperimentando l’Emilia Romagna. Il costo dei farmaci, infatti, resta un ostacolo anche per chi vorrebbe fare semplicemente dei tentativi. La medicina complementare più accettata, da questo punto di vista, è l’agopuntura, a cui ricorrono soprattutto i pazienti affetti da lombalgie, emicranie, artrosi, nausea e vomito da chemioterapia.
"L’agopuntura ha più evidenze scientifiche perché dietro c’è la Cina – spiega Carlo Maria Giovanardi, presidente della Fisa, la federazione nazionale di agopuntori – e per fare la ricerca ci vogliono risorse". E’ piuttosto ben tollerata dalla nostra medicina anche la fitoterapia, che venendo dalle piante (da cui provengono i farmaci moderni) appare più vicina alla nostra cultura. Un esempio? Il tamoxifene, il farmaco prescritto alle donne operate di tumore al seno, deriva dalla corteccia del tasso.
LA SCOMMESSA del futuro sembra essere la medicina integrata. E’ quello che stanno tentando di fare nel primo ospedale pubblico in cui i medici di ognuna di queste discipline (inclusa quella ufficiale) convivono e curano insieme i pazienti. Succede a Pitigliano, in provincia di Grosseto. Qui anche gli anziani e i meno abbienti hanno accesso alle cure complementari al prezzo di un ticket e non a caso in dieci mesi di attività dagli ambulatori sono passati 3.700 pazienti.
Geraldina Fiechter