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Sotto la lente:
i rischi dell'esposizione solare

La parola dell'esperta

Intervista a Maria Pia De Padova, dermatologa all'Ospedale Nigrisoli di Bologna
EFFETTO BARRIERA  Individuare la protezione adatta permette di mettersi al riparo da brutte sorprese quali eritema  e fastidio
EFFETTO BARRIERA Individuare la protezione adatta permette di mettersi al riparo da brutte sorprese quali eritema e fastidio

26 giugno 2012 - «Sotto il sole, non si scherza», parola di Maria Pia De Padova, dermatologa dell'Ospedale Nigrisoli di Bologna. Ergo, è necessario seguire alcune regole per evitare passi falsi.

Dottoressa, esiste una protezione ideale?

«Dipende dal fototipo del paziente. I chiari sono obbligati a usare la fotoprotezione 50+, gli scuri possono accontentarsi della 20 o della 30».

Cosa succede se usiamo una crema con protezioni inferiori?

«Che non si è al sicuro. E in più in agguato ci sono eritema, fastidi, bruciori».

Ma così non ci si abbronza mai...

«Non è vero. Ci si colora più tardi, ma l'abbronzatura poi è più duratura e si evitano le odiate spellature».

A questo punto vale la pena usare la protezione totale.

«La protezione totale non esiste».

Cioè?

«In alcune creme c'è scritto protezione totale, è una bufala. Per stare sotto il sole bisogna applicare la crema solare ogni ora. E attenti a quando fate il bagno o la doccia».

Quindi quando si legge che la crema è resistente all'acqua è un falso?

«Non corrisponde al vero fino in fondo. Nel dubbio, sempre meglio utilizzare la protezione più volte al giorno».

Seguendo questi consigli ci si può abbandonare al sole senza pensieri?

«Non proprio. Ciò che la maggior parte dei miei pazienti dimentica è di proteggere labbra, capelli, orecchie, mani e piedi. Così facendo le brutte sorprese sono dietro l'angolo».

A questo punto non resta che pensare a una dieta ad hoc per accompagnare bene l'abbronzatura.

«L'ideale è mangiare tanta frutta (pesche e albicocche, ad esempio), pomodori e carote. E bere tè verde».

E gli integratori?

«Ci sono quelli solari, ottimi. Da assumere una settimana o un mese prima dell'esposizione al sole. Ma attenzione: meglio limitare, se siete fumatori, quelli a base di beta carotene, mentre propenderei per un derivato di una felce tropicale, il Polypodium leucotomos: è un fotoprotettore perfetto».

di Rosalba Carbutti

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