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09 agosto - Non toccate la salute dei bambini. E' l'appello lanciato da associazioni, società scientifiche e sindacati del mondo pediatrico che hanno sottoscritto il «Manifesto per il diritto alla salute e al benessere dei bambini e degli adolescenti in Italia» promosso dalla Società Italiana di Pediatria. Il documento è stato diffuso per scongiurare il pericolo di ulteriori tagli alla spesa sociosanitaria per l'infanzia. Un' iniziativa tanto clamorosa trova la sua ragione nei segnali nient'affatto positivi che si sono registrati negli ultimi tempi. Siamo di fronte a un pericoloso arretramento dell'assistenza pediatrica: numerosi reparti stanno chiudendo in tutta Italia, in particolare in alcune regioni come Calabria, Puglia, Lazio. E spesso la chiusura non è controbilanciata dal rafforzamento di altre strutture vicine, ma lascia un vuoto sul territorio.
Assistiamo troppo spesso al ricovero di bambini e soprattutto di adolescenti con malattie acute e croniche nei reparti per adulti, in ambienti che non sono a misura di bambino. Non meno inquietanti i segnali che arrivano dalla Conferenza Stato-Regioni dove si sta cancellando la figura dell'infermiere specializzato nell'area pediatrica. E dove qualche mese fa è maturata la proposta di affidare ai medici generalisti l'assistenza sanitaria dopo il 6° anno di vita: una proposta accantonata ma non abbandonata, che rischia di riemergere nel Patto per la Salute 2013-2015.
Ecco perché tutto il mondo di coloro che a vario titolo si occupano di bambini ha sentito il bisogno di riaffermare il diritto dei bambini di essere assistiti da personale medico, infermieristico e professionale specializzato, di essere accolti in reparti ospedalieri a loro dedicati e curati in ambienti 'a misura di bambino'. E non è un caso che anche il Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza abbia dato piena adesione all'iniziativa.
Promuovere e tutelare la salute dei bambini di oggi significa anche ridurre il numero di adulti e anziani malati di domani, destinati ad assorbire la quota di gran lunga più rilevante della spesa sanitaria. E' ormai provato che un maggiore investimento nei primi anni di vita determina un ritorno sociale ed economico molto più alto della spesa sostenuta. Queste «spese» vanno quindi considerate veri e propri investimenti strategici cui il nostro Paese non può rinunciare se realmente crede nel proprio futuro.
di Alberto Ugazio
Presidente della Società italiana di Pediatria (SIP)
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