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Gli scienziati della South Florida University identificato il legame del monoamine assidasi A con le reazioni del cervello alla dopamina e alla serotonina. Associazione assente negli uomini, forse a causa del testosterone
di Maristella Carbonin
Roma, 1 settembre 2012 - Donna felicità, cantavano i Nuovi Angeli al Festivalbar nel 1971. E ci avevano visto giusto. Mai binomio fu più azzeccato. Il sorriso è rosa, non c'è niente da fare. E a dirlo oggi è la scienza, perchè una nuova ricerca ha identificato il gene della felicità. Che, non se ne abbiano i maschietti, negli uomini non esiste.
La scoperta è stata fatta dagli scienziati della South Florida University che, dopo aver esaminato il Dna di 193 donne e 152 uomini, hanno identificato il legame fra uno specifico gene, chiamato monoamine assidasi A (MAOA), con le reazioni del cervello alla dopamina e alla serotonina, sostanze chimiche connesse con gli stati d'animo positivi, come l'allegria, la serenità e la felicità.
A voler proprio scendere nei dettagli, una bassa espressione di questo gene, spiega Henian Chen, a capo dell'indagine, "è correlata con stati d'animo sereni, un'alta espressione invece è connessa con stati negativi come l'alcolismo, i comportamenti aggressivi e antisociali". Ma questo vale solo per il gentil sesso. Perchè negli uomini questa associazione non esiste. Forse è colpa del testosterone, è l'ipotesi degli scienziati, che potrebbe cancellare ogni possibile effetto del gene della felicità sull'umore. Insomma, uno a zero per 'Venere'. Su 'Marte' si ride di meno.
Ma non è tutto oro quello che luccica. Tirando le somme in modo sicuramente poco scientifico, ma molto pratico, da oggi, alla luce di questa scoperta, le donne avranno un motivo per essere un po' meno felici: non ci resta che prenderci uomini tristi, la conclusione. E così, alla fine, i più contenti, saranno proprio loro, gli uomini. Che, pazienza, non avranno il gene della felicità, ma con una donna sorridente accanto si faranno comunque delle grasse risate.
Maristella Carbonin
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