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Bologna, 12 settembre 2012 - Sono tutte malattie che lasciano senza il fiato: la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) e le crisi d'asma, apparentemente imparentate tra loro per quegli spasmi che scattano nelle pareti bronchiali, e gli attacchi di tosse, eppure profondamente diverse. La prima è progressiva, legata a filo doppio al fumo, e all'esposizione a polveri inquinanti: secondo le stime può diventare la terza causa di morte nel giro di un decennio. L'altra, l'asma bronchiale, ha una matrice infiammatoria e una base allergica.
Quanto il polmone perde colpi ti aggrappi alla mascherina dell'ossigeno, la vita diventa triste e irta di ostacoli, senti mancare l'aria. Le cure oggi non mancano, ma è necessario seguire scrupolosamente le prescrizioni, come è emerso dal congresso dell'European Respiratory Society (Ers) di Vienna dove si è celebrato il decennale del tiotropio, il farmaco più prescritto al mondo nella terapia di gestione della Bpco, che ora si fa strada anche per l'asma. Pierluigi Paggiaro, docente all'Università di Pisa e direttore della Fisiopatologia respiratoria, ottimista: «Abbiamo oggi un'arma in più per gestire i pazienti asmatici - afferma Paggiaro, capofila italiano di una ricerca internazionale pubblicata online sul New England Journal of Medicine - quel gruppo, forse non numeroso ma sicuramente importante, di pazienti che non rispondono adeguatamente alla terapia che abbiamo già da anni. Mi riferisco a una categoria già da tempo impiegata per bronchite cronica ed enfisema, gli anticolinergici, in particolare il tiotropio che noi conosciamo da tempo in quanto utilizato come prima scelta nel trattamento della Bpco. Ora c'è la prova che aggiunto alla terapia corrente per l'asma ottiene risultati positivi in termini di riduzione delle riacutizzazioni, che sono elemento fastidioso per i pazienti, marcatore di gravità, è possibile gestirli meglio».
«L'asma come affezione cronica raramente guarisce - precisa da parte sua Andrea Rossi, presidente dell'Associazione italiana pneumologi ospedalieri - tuttavia è ben controllata con farmaci efficaci e sicuri quali cortisonici e broncodilatatori dati per via inalatoria. Chi li prende può vivere una vita senza limitazioni. Esistono persino atleti che soffrono d'asma e questo non impedisce loro di brillare nelle gare e salire sul podio alle Olimpiadi. L'obiettivo della terapia è anche quello di prevenire le ricadute».
I piccoli asmatici pagano forse il prezzo maggiore, le loro crisi possono essere percepite, a scuola, come segno di debolezza, tanto che i bimbi posssono essere vittime di atti di bullismo: l'allarme viene dai ricercatori dell'ospedale pediatrico del Derbyshire, in Inghilterra. I bimbi malati sono discriminati anche nei giochi e nello sport, gli esperti raccomandano invece di sostenerli durante la crescita.
Alessandro Malpelo
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