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Bologna, 12 settembre 2012 - Parla italiano un possibile futuro trattamento per la cheratite neurotrofica, malattia rara della cornea che può condurre a lesione dei nervi e cecità. Per affrontare questa lesione, infatti, si potrebbe puntare sulla somministrazione, direttamente a livello oculare, del Fattore di crescita dei nervi (Nerve Growth Factor - Ngf) identificato da Rita Levi Montalcini, premiata con il Nobel per la Medicina proprio per questa scoperta.
Ma non basta. Per proseguire nel filone tricolore, a credere e puntare forte sulla forma ricombinante dell'Ngf è l'azienda italiana Dompè, che ha annunciato nei giorni scorsi l'avvio dello studio clinico di fase I, primo passo nello sviluppo di un farmaco che potrebbe cambiare la vita a quanti soffrono di una patologia che colpisce una persona ogni diecimila nel mondo. L'azienda si occuperà anche della produzione biotecnologica di un farmaco a base di Ngf umano ricombinante, da impiegare negli anni a venire se tutto andrà come si auspica. «La cheratite neurotrofica è una grave patologia oculare degenerativa, caratterizzata da un progressivo danno corneale che può portare a conseguenze anche invalidanti, come la perforazione della cornea e quindi la completa perdita della funzionalità visiva - spiega Stefano Bonini, direttore del dipartimento di Oftalmologia del Campus BioMedico di Roma e fra i primi ricercatori al mondo a condurre studi sull'impiego del Ngf nelle patologie oculari - . Per questi motivi, da tempo, l'attenzione del mondo clinico si concentra sui risultati delle nostre sperimentazioni sul potenziale terapeutico di Ngf. E oggi, dopo 10 anni di studio, sono particolarmente orgoglioso di vedere i frutti ottenuti dalla nostra ricerca e di poter seguire l'avvio del trial clinico di fase I, con l'arruolamento dei primi pazienti volontari».
I centri europei che prenderanno parte alla prima fase di sviluppo della terapia sono 35. La storia di questa ipotesi di lavoro prende il via proprio dagli studi di Bonini, che insieme al suo gruppo di ricercatori di Anabasis - azienda di ricerca italiana recentemente acquisita dal Gruppo Dompé - ha prodotto informazioni significative a sostegno dell'efficacia dell'uso topico del fattore di crescita in caso di patologie oculari. L'ipotesi dell'efficacia dell'impiego direttamente a livello oculare di Ngf nasce dal fatto che nella cornea esiste un grandissimo numero di terminazioni nervose, quasi quattrocento volte maggiore rispetto a quelle della pelle. La speranza, potrebbe diventare realtà nei prossimi anni una volta che gli studi clinici avranno dimostrato la reale efficacia e la sicurezza di questa formulazione di Ngf per questi pazienti.
Federico Mereta
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