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Staminali, primo via libera
in Senato al dl Balduzzi

Ora passa all'esame della Camera

Il provvedimento prevede che chi ha già iniziato la cura con il metodo stamina potrà proseguire la terapia e, per i prossimi 18 mesi, sarà possibile ampliare il numero dei pazienti senza dover ricorrere al giudice

Un laboratorio per la creazione di cellule staminali (Alive)
Un laboratorio per la creazione di cellule staminali (Alive)

Roma, 10 aprile 2013 - Primo via libera da parte del Senato al decreto legge Balduzzi sulle staminali. Il provvedimento, che ora passa ora all'esame della Camera, prevede chi abbia già iniziato la cura con il metodo stamina (tra i casi più eclatanti quello della piccola Sofia, ndr) possa proseguire la terapia.

Inoltre, come previsto dalle modifiche apportate al dl nel corso dell’esame del provvedimento, per i prossimi 18 mesi sarà possibile ampliare la platea di pazienti senza dover ricorrere al giudice, all’interno di "sperimentazioni cliniche controllate presso strutture pubbliche" e con medicinali preparati in "idonei" laboratori.

Viene disposto anche che la modalità di preparazione dei medicinali sia resa disponibile agli organi di controllo preposti alla preparazione (ISS e CNT), in modo da garantirne le riproducibilità presso strutture pubbliche. Per evitare il rischio di speculazioni economiche sulla terapia, il testo prevede infine che la metodologia non possa essere utilizzata per chiedere ed ottenere l’immissione in commercio.

Il decreto prevedeva inizialmente che fosse un successivo regolamento ministeriale a indicare la cornice entro la quale si poteva utilizzare la terapia. Un passaggio (contenuto al comma 1 dell’articolo 2 del decreto) che i senatori hanno respinto, stralciandolo dal testo iniziale. Su quello, infatti, ha pesato la pregiudiziale di incostituzionalità posta dal Pdl che non vi rintracciava i caratteri di necessita’ ed urgenza propri di un decreto legge.

BALDUZZI - Il ministero della Salute, dal canto suo, sottolinea che con il decreto sulle staminali varato al Senato "il governo italiano non ha autorizzato alcuna terapia non provata a base di staminali" e che la prosecuzione di trattamenti con il metodo Stamina è prevista in "via eccezionale", "sotto stretto monitoraggio clinico" e "per un periodo massimo di 18 mesi". Non solo potranno essere condotti solo "nell’ambito di sperimentazioni cliniche controllate”, fatte in “strutture pubbliche che rispettino le normative vigenti”, prescrizione allargata anche ai laboratori di produzione dei medicinali a base di staminali. Anche la preparazione dei medicinali sarà sottoposta al controllo dell’Istituto superiore di Sanità e del centro Nazionale Trapianti. Inoltre il testo prevede che "la metodologia utilizzata non possa servire per ottenere un’autorizzazione alla immissione in commercio".

La puntualizzazione arriva in risposta al comunicato della Società internazionale per la ricerca sulle cellule staminali (Isscr), presieduta dal Premio Nobel Shinya Yamanaka, in cui si diceva che non esistono prove scientifiche che documentino l'efficacia delle cellule staminali mesenchimali, le stesse alla base del metodo Stamina.

CHIUSURA OSPEDALI PSICHIATRICI - Nel dl, infine, era contenuto anche un provvedimento che prevede la chiusura degli ospedali psichiatrici a partire dal 1 aprile 2014, con tempi certi per la dimissione degli internati per i quali l’autorità giudiziaria ha escluso la pericolosità sociale e con l'obbligo della presa in carico da parte delle Asl. 

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