Due milioni di italiani obesi con la glicemia sballata: è la diabesità

L'indagine

Per l'esercito dei ciccioni, afflitti da problemi di insulina, c'è una via d'uscita: l'esercizio fisico è un toccasana. La promozione dell'attività motoria protagonista alla prima Diabesity Prevention Conference a Roma

Roma, 26 novembre 2013 - Cresce l'esercito dei ciccioni con la glicemia fuori controllo. In Italia, secondo le stime ISTAT, è sovrappeso oltre una persona su tre, una su dieci è obesa. Secondo dati dell'Associazione Medici Diabetologi (AMD), oltre il 66,4% delle persone con diabete di tipo 2 è anche una taglia forte. In pratica, sono sovrappeso quasi 22 milioni di Italiani, sei gli milioni, con diabete quasi 3,5 milioni, mentre i «diabesi», cioè quelli che hanno contemporaneamente obesità e diabete, sono circa 2 milioni.

«Questi numeri ci fanno capire come diabete e obesità si sostengano a vicenda. L'obesità è considerata l'anticamera del diabete e la combinazione tra le due malattie rappresenta una vera e propria epidemia dei nostri tempi, per la quale l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha persino coniato il termine diabesità» afferma Paolo Sbraccia, Presidente eletto Società Italiana dell'Obesità (SIO).

L'associazione diabete-obesità deve preoccupare principalmente perché con la diabesità si passano guai seri. Spiega Sbraccia: «Il rischio di contrarre malattie letali raddoppia ogni cinque punti di crescita dell'indice di massa corporea, il BMI: un diabetico sovrappeso raddoppia il proprio rischio di morire entro 10 anni rispetto a un diabetico di peso normale; per un diabetico obeso il rischio quadruplica».

La diabesità quindi costituisce una pesante minaccia per la salute, per questo è necessario attuare politiche efficaci nel prevenirla. È noto come esercizio fisico e attività motoria possano rappresentare strumenti più che adeguati a questo scopo. La conferma definitiva arriva probabilmente da uno studio pubblicato sul British Medical Journal condotto da Huseyin Naci, ricercatore alla London School of Economics and Political Science e alla Harvard University, e da John P. A. Ioannidis, professore alla Stanford School of Medicine.

«In una situazione di rischio, spesso la tendenza è quella di intervenire subito con i farmaci, sottovalutando o addirittura ignorando i benefici per la salute dell'esercizio fisico e l'efficacia del corretto stile di vita nella prevenzione delle malattie» precisa Pierpaolo De Feo, Presidente dell'Italian Wellness Alliance. Per questo la Wellness Alliance, assieme all'Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation, in collaborazione con Società Italiana dell'Obesità (SIO), con gli auspici di Coni e Federazione Italiana Hockey hanno organizzato a Roma la prima conferenza sulla diabesità, dedicata alla promozione dell'attività motoria e dell'esercizio fisico per prevenire e curare l'obesità e il diabete di tipo 2.

Dalla discussione di esperti di varie discipline, tra cui medici, esperti di politica ed economia sanitaria, sociologi, architetti, psicologi, esponenti delle istituzioni, rappresentanti del mondo dello sport, è scaturito un documento di raccomandazioni per promuovere efficacemente l'attività fisica. Il documento suggerisce strategie di tipo sanitario, sociale ed economico per la promozione dell'esercizio fisico in diversi ambiti: a scuola, nelle famiglie e tra i giovani, al fine di educare fin dall'inizio a un corretto stile di vita che includa l'attività motoria come pratica quotidiana. Anche nel contesto urbano e nei luoghi di lavoro è fondamentale incentivare e creare le condizioni che favoriscono un maggior movimento.

In ambiente sanitario, inoltre, è importante che l'attività fisica sia considerata uno strumento di cura e utilizzata per integrare dieta e terapia farmacologica. Infine il documento suggerisce strategie politiche ed economiche per la promozione dell'attività motoria nel tempo libero, nel contesto sportivo e per promuovere il turismo salutare.

Alessandro Malpelo