Salerno, 19 febbraio 2008 - "La formula del festival di Sanremo va rivista. Anche se Pippo Baudo è un ottimo professionista e sicuramente tirerà fuori qualcosa dal cilindro, comunque non è un'idea molto fresca". Così Giulio Rapetti, in arte Mogol, ha parlato del festival della canzone italiana che prenderà il via lunedì prossimo nel corso di un incontro organizzato dal Rotary Club Salerno.
"Sanremo, in alcuni casi, viene inteso come una salvezza per chi è ormai in ombra - prosegue il celebre paroliere che ha collaborato con i più grandi cantanti italiani - . Come dire: un faro per attirare nuovamente su di sè il successo. Ma il successo non si ottiene solo partecipando a Sanremo. Inoltre -ha proseguito- credo che si dovrebbero portare le canzoni quando siano già note. I giovani, infatti, andrebbero valorizzati e non presentare testi sconosciuti".
"È comunque un'occasione per gli emergenti - ha detto sempre Mogol - che altrimenti non verrebbero mai presi in considerazione. Tanto che anche mio figlio, Francesco Rapetti, quest'anno vi partecipa. Dopo molti anni di studio e di preparazione, ora è pronto".