Sanremo, 27 febbraio 2008 - Finalmente qualche canzone non ovvia nella seconda serata del Festival e una grande sorpresa: la ballad autobiografica e autoipnotizzante del "giovane sessantasettenne" Little Tony, che si è portato appresso tutta la famiglia per dichiarare che lui c'è, l'infarto canadese non lo ha sconfitto e nella musica italiana popolare può dire ancora qualcosa. Bentornato Antonio, magari per vincere Sanremo è un po' poco, ma certo ti vorremmo augurare il maggior bene possibile: chi potrà mai dimentica Cuore matto e Riderà?
Non si sapeva a che ora avrebbe cantato, ma siamo felici che lo abbia fatto: Loredana Bertè, vestita con il cuscino della camera d'albergo, sembrava avviata verso l'ennesimo colpo di testa di una carriera rovinata da se stessa solo per essere la "sorella povera" di Mia Martini. E invece la sua canzone a tratti è bellissima, ricca di pathos e la rocker calabrese l'ha interpretata con una energia e un cuore che a tanti altri colleghi è mancato. Sarprà ripetersi? In fondo lo speriamo davvero.
Chi si è ripetuto è Sergio Cammariere: i suoi brani viaggiano su una onda lunga e su uno stile che è ormai lo "stile Cammariere", ma non deludono mai e il "fare clubbing" è stato davvero apprezzato. Magari non è una canzone capolavoro, ma di certo lo chansonnier guarda caso anche lui calabrese, lo Charles Trenet in salsa silana, ha commosso ancora e ha lasciato (essendosi esibito per ultimo) una notte piena di sogni. Vedremo che cosa diranno le giurie, certo ha piazzato un altro colpo: a duettare con lui, giovedì sera, una signora della musica mondiale, Gal Costa. Siamo curiosissimi di ascoltarli.
di Riccardo Jannello