"Geniale, fantastico, divertente". Il festival di Marco Carta sta tutto in tre aggettivi. "Spero con questa canzone, con questo disco di poter ripagare i miei fan per il loro affetto", ha spiegato
Sanremo, 23 febbraio 2009 - "GENIALE, fantastico, divertente". Il festival di Marco Carta sta tutto in tre aggettivi. "Spero con questa canzone, con questo disco di poter ripagare i miei fan per il loro affetto", ha spiegato l’interprete de La forza mia l’altra sera appena spenti i riflettori dell’Ariston. "Ho un grande pubblico, grazie ad ‘Amici’ che mi ha dato un grosso seguito". Merito anche della De Filippi, presente l’altra sera all’Ariston nei panni di madrina-valletta.
"Sono molto contento che Maria abbia assistito anche a questa mia seconda vittoria. La prima era stata quella di ‘Amici’, là ho fatto la mia gavetta. Però Maria De Filippi non mi ha protetto: non sono dipesi da lei voti e risultato. Speravo anzi che mi desse sicurezza, invece l’ho vista così agitata che ho sentito io l’istinto di proteggere lei".
Parla pure della sua canzone. "Nel disco avevo almeno altri tre brani fortissimi per il Festival: Vorrei tenerti qui di Tony Blescia, Dentro questa musica e Dentro ad ogni brivido. Ma alla fine ho scelto La forza mia perché ha una marcia in più: la positività". In sala stampa Povia passa e va, Sal Da Vinci rimane: "Ci ho messo 14 anni per arrivare a Sanremo e mi è successo di tutto: sono stato eliminato, ripescato e ho superato pure la serata di venerdì centrando la finale".
SUL BANCO dei vincitori pure gli Afterhours, saliti in scena nel gran finale col triangolo rosa dei prigionieri omosessuali dei lager nazisti cuciti sulle giacche. "L’abbiamo fatto perché ci riteniamo i veri alieni del Festival e vogliamo essere solidali con tutti quelli come noi" spiega il leader Manuel Agnelli. "Pensiamo che in Italia in questo momento la categoria aliena sia quella degli omosessuali: è un segno che abbiamo fatto per loro".
di ANDREA SPINELLI