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SEI NAZIONI

Italia, contro la Scozia per vincere

Dopo la sconfitta contro la Francia, sabato il match per evitare il cucchiaio di legno. Castrogiovanni: "Più che fare una bella partita, preferirei vincere". Mirco Bergamasco: "Il morale non è alto, perché abbiamo perso ancora, ma abbiamo capito che possiamo mettere in difficoltà le grandi"

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Rugby Parigi, 10 marzo 2008  - Tre mete in quattro match. Quattro match persi dalla sua Italia contro Irlanda, Inghilterra, Galles e Francia nel 6 Nazioni. La terza meta, Martin Castrogiovanni l'ha segnata ieri a Parigi contro la Francia. "Se segno tre mete io, vuol dire che stiamo giocando davvero male...".

 

Con una battuta delle sue e con un bel sorriso, il pilone azzurro del Leicester, campione d'Inghilterra e miglior giocatore dell'ultima Premiership, lascia capire che, seppur sconfitta 25-13 dai bleus, la sua Italia ha ritrovato lo spirito apparentemento perduto nel brutto secondo tempo di Cardiff, nel 47-8 incassato in Galles solo due settimane fa. "Quella non era la vera Italia, quindi oggi (ieri, ndr.) siamo scesi in campo con l'obiettivo di cancellare le brutte cose che si erano dette di noi dopo Cardiff", ha detto Castrogiovanni. "A dir la verità, però, anche oggi abbiamo ripetuto certi errori, come qualche passaggio in più o qualche in avanti in momenti decisivi. Errori che ci sono costati la partita, come quando a 10' dalla fine eravamo a cinque metri dalla meta e invece siamo tornati nella nostra metà campo. Le grandi squadre non commettono questi errori".

 

La meta di 'Castro' è arrivata a coronamento di una straripante maul avanzante azzurra. "Una meta - sottolinea il pilone azzurro - che abbiamo fatto in otto, spingendo, ed è stato solo un caso che il pallone l'abbia schiacciato io. Due delle mie mete nel Torneo sono arrivate in maul: questo vuol dire che dietro c'é una squadra che spinge sempre". Castrogiovanni è "contento", ma sa benissimo che adesso "bisogna pensare alla prossima partita e ad evitare questo maledetto cucchiaio di legno".

 

Sabato l'Italia ospiterà infatti la Scozia, reduce invece dalla bella ed inaspettata vittoria contro l'Inghilterra, al Flaminio di Roma per evitare di chiudere il 6 Nazioni con cinque sconfitte. "Non abbiamo molto tempo per prepararla, ma la carica in più contro la Scozia ci deve arrivare dal ricordo della sconfitta di Saint-Etienne in coppa del mondo: e allora, più che fare una bella partita, preferirei vincere".

 

Oltre ai segnali di uno spirito ritrovato, dal match contro la Francia, Castrogiovanni ha ricavato spunti importanti dal punto di vista del gioco: "Dopo Cardiff si è detto che eravamo tornati indietro, mentre io dico che un brutto secondo tempo può capitare. Oggi abbiamo fatto quel che dovevamo fare, abbiamo avuto una grande touche, che ci era mancata contro il Galles, la mischia ha giocato bene ed i trequarti hanno fatto una grandissima partita dimostrandosi all'altezza di un reparto francese che è il migliore del mondo".

 

E, come detto da Castrogiovanni, l'Italia ha pagato degli errori che secondo il mediano di mischia Simon Picone "hanno fatto girare la partita in modo diverso". Errori sui quali lavorare. "Perché anche da questi dobbiamo imparare", ha detto Picone. "Siamo tornati a dimostrare di essere una squadra forte, che la nostra vera faccia non è quella vista nel secondo tempo di Cardiff. Un segnale importante soprattutto in proiezione di un'ultima partita contro la Scozia che a questo punto sarà fondamentale".

 

Gli azzurri hanno opposto alla Francia una spiccata predisposizione per la ricerca del gioco al largo. "Noi sappiamo cosa fare, quello che ci mancava era tirare fuori il carattere", osserva Picone. "Perché non ho calciato dalla base dei raggruppamenti? Perché volevamo giocare e tanto, ma anche perché loro sono fortissimi sul contrattacco e quindi non potevamo permetterci palloni alti o calci lunghi che loro avrebbero potuto sfruttare. Quindi abbiamo optato per il possesso e per tentare di giocare il più possibile. La mia partita? Si può sempre fare meglio".

 

Come meglio si aspetta di giocare anche Andrea Marcato: il mediano di apertura del Benetton Treviso, a Parigi è stato confermato dal ct Nick Mallett nel ruolo di estremo. "Alcune cose sono andate bene, altre meno", ammette Marcato. "Alla fine del primo tempo mi è stato detto di stare più vicino in difesa. Il dispiacere più grande è però il placcaggio sbagliato alla fine, avevo paura che l'avversario mi puntasse all'interno e invece mi è scappato lo stesso (all'esterno, ndr.)".

 

Da Parigi, anche secondo Marcato, l'Italia se ne torna a casa con "segnali positivi" dopo la batosta in Galles. "Siamo andati meglio e la cosa buona è che siamo sempre rimasti in partita fino alla fine, quando abbiamo anche tenuto a lungo la palla. Abbiamo certamente commesso degli errori, ora si tratta di andarli ad analizzare. Ma dovevamo giocare una buona partita - ha detto Marcato- soprattutto per dimostrare che l'Italia vera non era quella vista a Cardiff. Sicuramente è un passo avanti, ma contro la Scozia arriva anche la partita più importante. La pressione ora sarà tutta su di noi, perché loro la partita importante l'hanno vinta contro l'Inghilterra. Arriveranno a Roma fiduciosi e con un po' di tranquillità in più".

 

Guardare avanti è comunque la parola d'ordine, anche perchè con una vittoria contro la Scozia si salva il 6 Nazioni. Come ammette anche Mirco Bergamasco. "Abbiamo solo cinque giorni per prepararla, quindi cercheremo di recuperare subito e di starcene tranquilli fra di noi per arrivare al match del Flaminio nella miglior condizione possibile per cercare di batterli", ha detto il centro azzurro dello Stade Francais. "Il morale non è alto, perché abbiamo perso ancora una volta, ma abbiamo capito che possiamo mettere in difficoltà le grandi squadre. Cominciamo a prendere coraggio e fiducia sul gioco che ci chiede Mallett. Era dura tornare in campo dopo il passo falso di Cardiff, ma abbiamo lavorato bene. Abbiamo giocato come abbiamo sempre tentato di giocare, cercando di fare meno errori possibile".

 

Bergamasco, poi, si prende la responsabilità per la terza meta francese, quella di Aurelien Rougerie che, approfittando di un "buco" provocato da Damien Traille, ha chiuso il match sul 25-13: "Abbiamo commesso ancora degli errori in difesa, stavolta per colpa mia. Me ne prendo la responsabilità, perchè potevamo restare a -5 invece siamo andati a -12 complicandoci le possibilità di restare in partita. Visto anche che poi abbiamo giocato per 20' nella loro metà campo e che qualcosa si sarebbe potuto fare".

 

Sulla questione del morale, Andrea Lo Cicero concorda con Bergamasco. "Non si può essere felici dopo una sconfitta, anche se si è giocato bene: quando non porti a casa la partita, sei sempre arrabbiato", ha detto ad Apcom il pilone catanese del Racing Parigi. "Io però non avevo visto nessun passo indietro nemmeno in Galles. Noi abbiamo cercato di giocare sempre al nostro livello. Abbiamo commesso degli errori, è vero, ma perché siamo una squadra che prova. A Cardiff ci siamo trovati al cospetto di un avversario più bravo e che ha concretizato, mentre noi abbiamo mollato un po' la presa nel secondo tempo".

 

Contro la Francia, però, ammette lo stesso Lo Cicero, si è vista un'altra Italia: "La partita è stata combattuta fino alla fine, come le prime due con Irlanda ed Inghilterra. E per adesso va bene così". Potrebbe però andare meglio, magari battendo la Scozia sabato. Gli azzurri lo sanno e già da questo pomeriggio, quando torneranno a Roma nel ritiro della Borghesiana, la testa sarà già Chris Paterson e compagni. C'é sempre una Saint-Etienne da vedicare.










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