Enzo Biagi ritorna su Raitre
con 'RT-Rotocalco Televisivo'
Il nuovo programma, otto puntate in onda dal 23 aprile, riprende il primo rotocalco della storia della televisione italiana, di cui proprio il giornalista era direttore. La sigla è una sorta di 'manifesto' con immagini simboliche e richiami alla Costituzione
Roma, 20 aprile 2007 -"È inutile negare che sono contento ed emozionato. Lo dirò anche ai telespettatori che mi fa molto piacere essere qui e ringrazierò chi ha facilitato questo ritorno.
Non nego di aver avuto una certa nostalgia. Dirò che la mia frequentazione del video è stata interrotta per ragioni tecniche, diciamo...".
Enzo Biagi parla così, non senza una buona dose di ironia -in un'intervista all'ADNKRONOS- del suo ritorno in tv, dopo cinque anni di «forzata lontananza» dalla sua Rai. Il giornalista tornerà a raccontare ancora una volta, a modo suo, l'Italia.
Il programma s'intitola "RT - Rotocalco Televisivo" e riprende sia nel titolo che nella formula il primo rotocalco della storia della televisione italiana, di cui proprio il grande giornalista era direttore, quando era a capo anche
dell'unico telegiornale della Rai, nel 1962.
A chi sostiene che il ritorno doveva avvenire su Raiuno, la rete ce ha sempre ospitato i suoi programmi, Biagi replica: "Il ritorno su Raitre è una scelta mia. Sento una maggiore affinità con le scelte di questa rete. Credo di trovarmi maggiornamente a mio agio. E poi sono quelli che mi sono stati più vicini in questi anni di lontanzanza. Ho motivi di gratitudine per loro".
Su come sia cambiata la tv in questi 5 anni, Biagi taglia corto: "È cambiata come è cambiato il Paese. Il mio stesso rientro non credo che sarebbe avvenuto se non fosse cambiato il governo", aggiunge. E alla domanda se abbia ricevuto telefonate di bentornato da esponenti politici, dice: "Per ora, solo dal ministro Gentiloni, che è sempre di grandissima cortesia".
"RT" andrà in onda per otto puntate, ogni lunedì, su Raitre, alle 23.15 a partire dal 23 aprile, ma la puntata d'esordio sarà uno speciale di 80 minuti, che andrà in onda domenica 22 aprile, alle 21.30, e che sarà intitolato
"Resistenza (tre giorni dopo si celebra la festa della Liberazione, ndr.) e resistenze".
"Parleremo anche delle resistenze quotidiane ed eroiche, sconosciute ed esemplari, della gente qualunque -spiega Biagi- Ognuno ogni giorno deve resistere a tante mancanze e a tante tentazioni. Ci saranno grandi protagonisti conosciuti e grandi protagonisti sconosciuti e che hanno però delle storie altrettanto grandi da raccontare. Io considero queste persone i mie datori lavoro", sottolinea Biagi.
"D'altronde servizio pubblico -aggiunge- vuol dire raccontare la gente e rispettarla e quando si sbaglia avere almeno l'attenuante della buona fede. Perchè già sbagliare non è bello ma essere cretino per conto tenzi deve essere davvero una pena troppo grande da sopportare...".
Il programma si aprirà con una sigla che è una sorta di 'manifesto', con immagini fortemente simboliche e richiami alla Costituzione. Inizia con immagini dello storico 'RT' del 1962 e anche la musica è quella originale del rotocalco di allora, realizzata dal maestro Gino Peguri (autore di tante colonne sonore per il cinema degli anni '50 e '60) ma è stata riarrangiata con sonorità più moderne dal maestro Gabriele Comeglio. Nel montaggio serrato della sigla si susseguono fotogrammi di avvenimenti e personaggi che hanno cambiato la storia ma anche pietre miliari della carriera di Biagi: il volto di Madre Teresa di Calcutta, l'aereo che si schianta sulle Torri Gemelle, le storiche interviste di Biagi con Montanelli e Agnelli, Biagi a Gerusalemme, ebrei che pregano davanti al muro del pianto, Auschwitz, operai in fabbrica, soldati, bambini africani, donne con il burqa.
E queste immagini sono cadenzate da parole particolarmente significative per Biagi che appaiono sullo schermo in sovrimpressione: Coraggio, Coerenza, Dignità, Libertà, Rispetto, Giustizia, Tolleranza, Comprensione, Solidarietà, Amore, Rispetto della Costituzione. Con le immagini scorrono anche alcuni articoli della Costituzione che trattano in particolare di diritti e doveri fondamentali. A partire dall'Articolo 21 che tutela la libertà
d'espressione.
La redazione di "RT" è costituita dallo stesso gruppo di lavoro che ha affiancato Enzo Biagi negli otto anni de 'Il Fattò. La squadra è "capitanata" da Loris Mazzetti vero braccio destro di Biagi anche in questi cinque anni di lontananza forzata dal video. "La mia squadra non si cambia. È una cosa naturale per me. Come non si cambiano gli zii...", dice Biagi.
Accanto a Biagi e Mazzetti tornano anche Annarosa Macrì, curatrice del programma, Marta Busi, Walter Bellagente, Paola Nessi, Giuseppe Pardieri, Massimo Ravazzin, Claudia Turconi, Rosino Verri e Rosella Villa, con un nuovo acquisto, Rosa Pavone. A far parte della redazione sono entrati anche: Paolo Aleotti, per dieci anni corrispondente Rai a New York, Nevio Casadio, già collaboratore di Sergio Zavoli in diversi programmi d'inchiesta, Giangiacomo Schiavi, inviato del 'Corriere della Serà e Bice Biagi.
Lo studio di 'RT' è stato allestito nella casa milanese di Enzo Biagi, anche per facilitare il lavoro del giornalista 86enne. La scenografia è costituita dallo stesso essenziale semicerchio bianco che caratterizzava 'Il Fattò e che avvolge la scrivania dietro la quale siede il giornalista. Di fronte a lui siederanno gli ospiti, protagonisti delle interviste 'faccia a faccià con Biagi. Nella puntata di domenica Biagi intervisterà Roberto Saviano, lo scrittore del bestseller 'Gomorrà, e Gherardo Colombo, il giudice che ha deciso di lasciare la
magistratura. Ma anche monsignor Giancarlo Bregantini, il vescovo di Locri, l'on. Tina Anselmi e Vittorio Foa. A loro Biagi chiederà una via, un percorso, un progetto per un Paese, che, lui dice, "pare aver smarrito la speranza".
Ci saranno poi piccole storie di sopravvivenza dal Nord al Sud, gli operai di Bollate, che sono riusciti a rilevare la loro fabbrica dimessa, i nuovi poveri che a Roma occupano le case per bisogno. Ma anche grandi storie di eroi per caso: i giornalisti morti sui tanti fronti delle guerre che volevano raccontare. E ci sarà anche la partecipazione straordinaria di Paolo Rossi, nelle vesti del "signor Rossi" alle prese con l'amministratore di un
condominio pieno di ingiustizie e di misteri che assomiglia tanto al "Condominio Italia".
Quanto, infine, al rapporto con l'Auditel e con la concorrenza forte, da lunedì 23, di 'Porta a Portà su Raiuno, Biagi dice: "È una questione che tendiamo a ignorare. Non nel senso che non la rispettiamo, piuttosto nel senso che noi facciamo il nostro pgramma e se la gente col telecomando ci sceglie, bene. Certo -sottolinea- cercheremo argomenti che pensiamo interessino di più la gente... Ma 'azzeccarcì sempre, come sa chi fa questo
mestiere, non è semplice, anzi direi che è praticamente impossibile", conclude.
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