Sul corto di Nicola Barnaba: "Vi si respira la libertà e il coraggio di stare insieme e rischiare fuori dalle dinamiche industriali". Il comico ripercorre poi la sua carriera, partendo dal teatro e passando per la tv
Bologna, 26 ottobre 2007 - Il comico Flavio Insinna è il protagonista del film "I soliti idioti', un corto di Nicola Barnaba che si muove tra la parodia bella e buona di Le Iene di Quentin Tarantino e I Soliti Ignoti di Mario Monicelli, con uno humor “romano” godibilissimo. Il dottor Mooovie l'ha intervistato.
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Dr. Mooovie: Come è stata l’esperienza di lavoro ne “I soliti Idioti”, un film che evidentemente ha più carattere di divertimento e di ricerca (pur nell’ambito della parodia e dell’omaggio) che di successo di cassetta? Hai sentito in qualche occasione il peso di un confronto con gli illustri precedenti?
Flavio Insinna: Il confronto è impossibile, perché stiamo parlando di due capolavori e di due registi straordinari difficili da raggiungere, in più con alle spalle una struttura produttiva industriale, mentre nel caso di questo corto si è trattato più che altro di persone che si mettono insieme in un momento di divertimento e di passione che prescinde dagli impegni istituzionali. In questo corto si respira la libertà e il coraggio di stare insieme e rischiare fuori dalle dinamiche industriali in cui accetti un ruolo e puoi subire certamente anche delle pressioni. Mentre qui abbiamo ritrovato quelle conferme che ogni tanto servono, magari in assenza di tutti quei mezzi a cui ci si abitua, come le roulottes, quindici macchine da presa, però con la gioia di dare una mano fuori dal ruolo esclusivo dell’attore, mettendocela tutta, perfino portandosi il cappotto da casa per la scena che serve, faccio per dire, comunque stando in mezzo alla strada e assistendo a quei miracoli che Nicola fa, di moltiplicare il poco a disposizione, il minimo indispensabile, per mettere a proprio agio ogni attore e far funzionare la scena. Questo spirito garibaldino, se lo ritrovi ogni tanto, vuol dire che hai conservato un amore per il mestiere, mentre se a questo tipo di operazioni dici di no perché non hai tempo, vuol dire che nella tua vita stai solo lavorando e invece io ho ancora un grande amore per questo mestiere e trovo gioia a condividere un’operazione con altre persone che stimo anche se non ci sono in ballo compensi grandiosi.
Dr. Mooovie: Il rapporto di amicizia e di stima reciproca come si traduce nel lavoro che invece condividete sui set di serie TV come Don Bosco?
Flavio Insinna: Guarda, alla fine è come quando si va in barca a vela, se ci affidiamo solo all’amicizia ci ribaltiamo, mentre con Nicola quando siamo su un set diciamo così istituzionale, il rapporto è molto serio e professionale, lui è il regista e io sono l’attore, sicuramente ascolta un suggerimento o una suggestione, ma quando c’è da dirigere lui non si tira indietro e ognuno fa il proprio lavoro con fermezza. Nei film, sui set, come nella vita, sembrerà banale dirlo, ma è la verità, conta la passione con cui fai le cose, mi spiego meglio, ti capita spesso nel mestiere d’attore di guardare con passione a te stesso, mentre è importante appassionarsi al film, al lavoro che devi compiere.
Dr. Mooovie: Hai lavorato anche con grandi autori italiani come Ferzan Ozpetek in “La Finestra di Fronte” e con Davide Ferrario in “Guardami”, entrambi film molto forti, per il secondo hai ricevuto anche un bel riconoscimento. Cosa ti è rimasto impresso nel loro modo di dirigere gli attori e nel partecipare alla messa in scena di quelle storie?
Flavio Insinna: Proprio a riguardo i due nomi che hai fatto, insieme ad altri con cui ho lavorato, sono esempi di grandi professionisti straordinariamente innamorati del proprio mestiere, che si lasciano contagiare dalla passione che tu porti sul set e il contagio diventa reciproco e non parlo solo di clima cinematografico, perché con Ozpetek ho fatto uno spot tv che è durato molto tempo, ma anche registi come Leone Pompucci, che ti mettono a tuo agio, ti ascoltano con fiducia e ti permettono di sbagliare e con il sorriso ti permettono di provare, che ascoltano il parere della sarta, del direttore della fotografia, dello scenografo, di tutti quelli che lavorano sul set, poi filtrano tutto con la loro straordinaria sensibilità e intelligenza.
Dr. Mooovie: Hai studiato recitazione e fatto molta gavetta teatrale, poi sono arrivati il cinema e la televisione, sia in ruoli drammatici (ricordiamo su tutti il prete martire delle fosse ardeatine, Don Pietro Pappagallo nella miniserie tv “La Buona Battaglia”) sia in situazioni comiche come la sit-com “Cotti e Mangiati” accanto a Marina Massironi (che è stata nel gruppo storico di Aldo, Giovanni e Giacomo), quale è la tua dimensione ideale, il comico o il drammatico?
Flavio Insinna: Senza voler fare paragoni, il clima che mi piace vedere in un film e quindi che prediligo fare è quello in cui convivono il dramma e la risata, ad esempio un film come “La Grande Guerra”, per restare a Monicelli, questo capolavoro è il sogno di ogni attore a cui piaccia lavorare usando il proprio corpo come uno strumento da suonare sempre con un registro differente. Poi è vero che più spesso tocca suonare solo con note gravi e tristi o con una tonalità più allegra, ma anche in questi casi mi piace provare a cambiare rispetto al consueto e cercare di tirar fuori note nuove.
Dr. Mooovie: A questo punto della tua carriera c’è un ruolo in particolare che sogni di interpretare al cinema o in tv?
Flavio Insinna: Guarda se parliamo di sogni, non solo nel cassetto, ma di quelli che ti svegliano la notte, ecco sembra un modo di dire, ma io vorrei davvero tornare a fare teatro, come non riesco più da molti anni, poi certamente anche al cinema o in televisione, mi piacerebbe un ruolo in un film di impegno civile, che so, come “In nome del Popolo italiano” di Dino Risi con Gassman e Tognazzi. Quando sono giù di morale per il lavoro metto su il dvd di “Indagine Su Un Cittadino Al Di Sopra Di Ogni Sospetto” (di Elio Petri) e mi ritiro su il morale. Ecco se parliamo di sogni nel cassetto, di quelli che aspetti una vita a vedere se arrivano, sono film come questi.
Dr. Mooovie: Veniamo al gioco tv “Affari Tuoi” di cui sei stato più volte conduttore e lo sei tutt’ora; sarà per l’uso delle musiche di Morricone ed altri, sarà perché in ballo non ci sono solo milioni ma anche le emozioni vere dei concorrenti, ma c’è un vago sentore di cinema anche in questa trasmissione. Sembra un lavoro fatto appositamente per te che non sei un presentatore classico, ma un attore con un gran gusto per il cinema.
Flavio Insinna: Mi fa piacere che noti questo aspetto musicale, perché quella dei brani di sottofondo da grandi film è stata una suggestione anche mia, certo non solo mia, ma anche, un dubbio che ho posto agli autori, quando ho detto: “ma se queste piccole storie le accompagnassimo anziché con le solite musichette allegre e carine, con brani più belli e impegnativi, che sottolineano le emozioni del gioco come in un duello western, come quelle di Morricone? Tra l’altro dopo poco tempo gli hanno anche assegnato il Premio Oscar alla carriera, quindi gli abbiamo portato anche un po’ di fortuna. Qui in trasmissione c‘è il vantaggio che il concorrente ha emozioni vere, mentre in un film ti devi sforzare; ecco se aggiungi dei capolavori musicali come quelli di Morricone, di certo male non fa. Poi ognuno cerca di fare le cose nel modo più somigliante alle proprie passioni, al proprio gusto e io ho portato questo contributo di amore e gusto per il cinema. Poi c’è di bello che in una produzione come quella di Affari Tuoi, che non manca di mezzi, la disponibilità di brani è pressoché infinita e io non so mai quello che andrà in onda, quindi se capita di ascoltare all’improvviso dopo settimane che non lo senti uno dei temi straordinari di Mission, quella è un’emozione incredibile che traspare e arriva fino a casa dei telespettatori.
Il dvd contenente il film Lucky Break e il cortometraggio "I soliti Idioti" con Flavio Insinna si può acquistare in edicola in abbinamento facoltativo con QN Quotidiano Nazionale Il Resto del Carlino La Nazione e Il Giorno, oppure on line con il servizio arretrati di Quotidiano.net
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