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Spettacoli

TORINO FILM FESTIVAL

Gran successo di pubblico
Moretti direttore anche nel 2008

Il regista lo ha annunciato ufficialmente nella conferenza stampa in ci ha tratto un bilancio della rassegna che si chiuderà questa sera nel capoluogo subalpino. "Ci aspettavamo che andasse bene ma non così bene"

Moretti Torino, 1 dicembre 2007 - Nanni Moretti dirigerà anche il prossimo anno il Torino Film Festival. Il regista lo ha annunciato ufficialmente nella conferenza stampa in ci ha tratto un bilancio della rassegna che si chiuderà questa sera nel capoluogo subalpino. "Ci aspettavamo che andasse bene - ha detto Moretti - ma non così bene". Il direttore ha specificato che "è seccante fare trionfalismi" ma non ha potuto nascondere la soddisfazione per i dati sul Festival giunto alla sua 25.esima edizione e da lui diretto quest'anno per la prima volta: gli incassi sono aumentati del 79%, gli spettatori sono aumentati in una percentuale tra il 70 e l'80 per cento, aumentati del 47% anche gli accreditati e più che raddoppiati gli ingressi ridotti, cioè riservati ai giovani e all'associazionismo.Moretti ha annunciato che le date del prossimo Festival dovrebbero essere dal 21 al 29 novembre 2008, anche se manca una conferma definitiva.



"Attraversa frontalmente. Campo lungo. Carrello. Figura intera. Piano medio. Primo piano. Zoom ad aprire. Ecco, grazie". Nanni Moretti torna nei panni di regista, ma solo per commentare scherzosamente l'arrivo, dal fondo della sala, di una collaboratrice con il cappuccino (con poca schiuma) che aveva chiesto all'inizio della conferenza stampa di chiusura del Torino Film Festival. Al di là dello scherzo, a chi gli chiede se il suo impegno come direttore di un Festival sia incompatibile con l'attività di regista, Moretti spiega che si sta ancora dedicando al primo amore e sta già lavorando a un nuovo soggetto, con gli stessi sceneggiatori de "Il Caimano": "È venuta fuori un'idea, un possibile soggetto, ma per ora non mi va di parlarne. Quello di regista - dice - resta il mio mestiere principale, però da 20 anni a questa parte l'ho affiancato ad altri mestieri, sempre nel cinema: produttore, esercente, distributore. Ora sono anche direttore di questo festival di cui ero affezionato spettatre. Mi piace affiancare il lavoro di registra ad altri sempre nell'ambito del cinema".


E promette: "L'anno prossimo ci metterò lo stesso impegno ed energie che ci ho messo quest'anno". E aggiunge poi un'opinione che diventa un auspicio e un suggerimento per la televisione: "Intorno al cinema ci dovrebbe essere un clima, un'attenzione diversa, a cominciare dalle trasmissioni televisive sul cinema, sia delle reti in chiaro sia di quelle che vanno su parabola. Mi piacerebbe - spiega - da telespettatore e da spettatore di cinema, prima ancora che da regista e da produttore, che ci fossero belle trasmissioni sul cinema, anche perchè senz'altro sarebbero seguite e sarebbero utili. E anche per creare attorno ai Festival e al cinema in sala un clima d'attenzione per il cinema sia come industria che come fatto espressivo".



"In un paio di momenti dell'anno, a gennaio e a maggio, avevo chiesto al direttore del Museo del Cinema Alberto Barbera: 'Ci bastano le sale?'. 'Si", rispose. Ancora: 'Ci bastano le sale?'. 'Si". 'Ci bastano le sale?'. 'Si". Siccome tutti mi considerano un megalomane non gliel'ho più chiesto. In alcuni casi non sono bastate". Nanni Moretti scherza e diverte la platea di giornalisti nella conferenza di chiusura del Torino Film Festival e strappa una risata anche sul'aspetto logistico della rassegna, che ha attirato alcune critiche per l'insufficienza di posti nelle sale di proiezione rispetto al pubblico affluito a vedere i film. "Può darsi che a questi tre cinema, che hanno ognuno tre sale, verrà aggiunto un quarto in centro, è una cosa di cui dobbiamo parlare presto". Moretti difende poi le scelte artistiche sulle pellicole contro chi osserva che la programmazione di quest'anno - a differenza della passate edizioni - è andata incontro a un pubblico poco specializzato: "Non è stato deciso programmaticamente - spiega, - a noi piaceva rivedere o vedere quei film che sono stati scelti. Non abbiamo fatto questo per andare incontro ai gusti di un pubblico piuttosto che un altro. Sono state nostre scelte personali".

Moretti inoltre ringrazia i giornalisti "per come avete seguito il Festival, per la qualità con cui avete seguito il nostro lavoro", ma non si lascia trascinare nella polemica per le critiche ricevute in settimana da "Il Manifesto". "Ci sono delle persone che sono meno soddisfatte di altre di questo Festival. Succede, è una cosa che succede sempre. Ogni festival - ha sottolineato Moretti - ha il suo clima, la sua atmosfera, la sua velocità o la sua lentezza, la sua tensione, la sua rilassatezza. Quello che mi ha fatto piacere è che tante persone, giornalisti o semplici spettatori, sono stati molto colpiti dal clima rilassato". E se gli si chiede se qualcosa non è andato come avrebbe voluto, scherza: "Ci sono stati due giorni di pioggia.
Il Museo del cinema mi aveva assicurato che ci sarebbero stati 8 giorni di sole e uno di grigio e ha mancato fede alle sue promesse. Al di là di questi due giorni di pioggia, per quanto mi riguarda è andato tutto bene".
 

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