L'attore italiano racconta la propria esperienza professionale negli Stati Uniti: ''E' una società dove sei valutato solo per quanto guadagni. A Hollywood dopo il set comincia la sarabanda quotidiana dei party organizzati per trovare altri ingaggi''
Roma, 12 dicembre 2007 - Raul Bova racconta la propria esperienza professionale negli Stati Uniti: ''E' una società dove sei valutato solo per quanto guadagni. A Hollywood dopo il set comincia la sarabanda quotidiana dei party organizzati per trovare altri ingaggi'' , dichiara l'attore in un'intervista a Donna Moderna.
''Ho accettato di lavorare negli States per una crescita professionale, perchè volevo fare esperienza con altre realtà e perchè volevo confrontarmi e sfidarmi, ma se mia moglie e i miei figli non mi avessero seguito io non avrei attraversato l'oceano neppure se mi avessero garantito che sarei diventato l'attore più bravo del mondo. Tengo fortissimo al mio equilibrio psicologico, alla mia serenità interiore e alla mia famiglia. Vorrei precisare che non sono andato via dall'Italia, anche se sto vivendo gran parte del tempo in America''.
Per Bova comunque gli americani hanno anche molte qualità che a suo parere non hanno gli italiani: ''La praticità, poche chiacchiere e moltissimi fatti. Noi invece la fantasia, l'allegria, la voglia sana di vivere''.
Infine, un giudizio sull'Italia di oggi: ''Nonostante tutto, la trovo bella. Anche se è come se ci fossero sempre dei lavori in corso, se fosse in rifacimento. Però sono ottimista. Non a caso, l'albero che preferisco è l'ulivo. Gli può cadere il mondo addosso, ma riesce sempre a rinascere''.
E' balzato subito in vetta il film "Come d'incanto", uscito venerdì scorso. L'ultima pellicola della Disney ha spodestato le fatine Winx nella classifica del box office