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LA CONFESSIONE

Day-Lewis: "Sono diventato brutale
per recitare nel film Il petroliere"

L'attore candidato all'Oscar grazie al ruolo di protagonista, confessa di essersi calato nel personaggio che interpretava per capire meglio le dinamiche della vita nelle miniere. "Non è stato facile perchè Plainview è un uomo violento, ambizioso. Così mi sono trasformato in un essere brutale"

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Daniel Day-Lewis Roma, 6 febbraio 2008 - "Non è stato facile calarsi in quei panni. Perchè Plainview è un uomo violento, ambizioso. Ho cercato di capire le dinamiche del lavoro nelle miniere, lo stato d'animo dei minatori che scavano nel buio come dannati, vivendo come animali. È stato faticoso. Io sono convinto che per recitare la vita di un altro bisogna sporcarsi le mani, bisogna viverla. Così mi sono trasformato in un essere brutale". Così Daniel Day-Lewis racconta la sua ultima esperienza sul set, in un'intervista esclusiva a 'Donna Moderna', il settimanale diretto da Patrizia Avoledo e Cipriana Dall'Orto.

 

Da poco Day-Lewis si è aggiudicato il Golden Globe ed è in lizza per il suo secondo Oscar grazie al ruolo di protagonista nel 'Petroliere'. Sulla sceneggiatura ha dichiarato entusiasta: "Ho scelto di recitare la parte di Daniel Plainview per il copione, Paul Thomas Anderson ha scritto una sceneggiatura fantastica. Mi ha fatto entrare nel mondo del Far West, nella vita di uomini folli che rinunciavano alle comodità per inseguire l'avventura e il sogno della ricchezza. Finito di leggerlo, avevo già la valigia pronta. Anche se il rapporto con un regista è sempre un'incognita. Soprattutto in un film senza donne nè happy ending".

 

Com'è stato lavorare col regista Paul Thomas Anderson? "Appena incontrati ho capito che noi due insieme avremmo colpito nel segno - rivela Daniel a 'Donna Moderna' - Siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Sul set eravamo una cosa sola, io lui e la macchina da presa. Le nostre mogli erano un pò gelose".

L'intervista si chiude con un aneddoto delle riprese: "Mi sono rotto una costola mentre giravamo, in una scena in cui dovevo cadere in un pozzo. Non volevo controfigure e l'ho girata io, sono precipitato sul fondo! Ma quando lavoro non penso ad altro, cerco di comprendere l'anima del personaggio e farla emergere. Sono come in trance. E quando l'immaginazione non basta, bè, imparo dalla pratica...".

 

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