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LA RASSEGNA CINEMATOGRAFICA

Festival di Berlino: al via con i Rolling Stones di Scorsese

Mick Jagger e soci sono i protagonisti del concerto 'Shine a Light ' diretto da un loro fan d'eccezione, Martin Scorsese. Sono loro le star di una 58ma edizione che segna già due defezioni: Sandrine Bonnaire e Susanne Sier abbandonano la giuria

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Rolling Stones Roma, 7 febbraio 2008 - Al via la 58ma Berlinale con il rock dei Rolling Stones. Mick Jagger e soci sono i protagonisti del concerto 'Shine a Light ' diretto da un loro fan d'eccezione, Martin Scorsese. Se furono proprio gli Stones a ispirare e guidare il suo 'Mean Streets' nel '73, ora Scorsese ha ricambiato il favore, riprendendo la rock-band durante i concerti del 29 ottobre e 10 novembre 2006 al Gotham's Beacon Theater, con guest star quali Jack White dei 'White Stripes', Christina Aguilera e Buddy Guy.

Primi ospiti di una tre giorni musicale berlinese con anche Neil Young e Patti Smith, gli Stones e Scorsese sono le star di una 58ma edizione che segna già due defezioni: la regista danese Susanne Bier e l'attrice francese Sandrine Bonnaire non faranno parte della giuria, come precedentemente annunciato.
La prima per motivi di lavoro, la seconda per motivi personali marcano visita, lasciando il presidente di giuria Costa-Gavras, con i superstiti Diane Kruger, l'attrice taiwanese Shu Qy, il production designer tedesco Uli Hanisch, l'americano Walter Murch e il produttore ucraino Alexander Rodnyansky. Poco male: "Resta una giuria internazionale così com'è. E comunque - dice Gavras - ci sono ancora due bellissime donne...".

 

Il regista Martin Scorsese ha poi voluto rendere un omaggio all'opera cinematografica di Francesco Rosi, che considera un maestro di un'intera generazione di registi. "Il mio rapporto con i suoi film è molto intenso", ha detto Scorsese al giornale 'Frankfurter Allgemeine Zeitung', "e rivedo spesso i suoi film. Soprattutto 'Salvatore Giuliano' che è stato il modello per il mio 'Taxi Driver'. Si tratta di uno dei più grandi film della storia del cinema!".

Il regista italo-americano, il cui film 'Shine a Light', un documentario su due concerti newyorchesi dei 'Rolling Stones', sarà presentato questa sera fuori concorso, racconta di aver mostrato pochi mesi fa 'Salvatore Giuliano' in una versione da 35 mm per due volte ad alcuni suoi amici. "È un esempio straordinario di come si deve raccontare una storia. Tutti avevano lo sguardo fisso sullo schermo, una cosa incredibile! Rosi è uno dei più grandi registi e ho costantemente presente la sua opera".

 

Sul giornale 'Berliner Morgenpost' è invece lo stesso Rosi a raccontare quanto sia stato importante per lui il festival di Berlino, che lo lanciò sul piano mondiale e che quest'anno dedica un omaggio alla sua cinematografia.
"La Berlinale ha avuto un'enorme importanza per la mia carriera", spiega Rosi, il quale ha ricordato che 'Salvatore Giuliano' fu rifiutato dalla Mostra del Cinema di Venezia e anche dai distributori, "perchè l'argomento trattato appariva troppo scabroso. Poi arrivò la Berlinale che incluse la pellicola in concorso. Nel 1962 ottenni l'Orso d'argento per la migliore regia e da quel momento anche il mio Paese si interessò al mio film, anche se tardi".










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