Lo ha rivelato lui stesso sostenendo di aver ricevuto minacce di morte per aver girato l'ultimo sequel di Rambo in Birmania. L'accusa è quella di aver infierito sulla già drammatica situazione del paese
Londra, 14 febbraio 2008- Sylvester Stallone è spaventato. Lo ha rivelato lui stesso sostenendo di aver ricevuto minacce di morte per aver girato l'ultimo sequel di Rambo in Birmania. Nel quarto episodio della famosa saga, il veterano del Vietnam torna ad aiutare i più deboli con la forza dei suoi muscoli e delle sue armi. I fortunati questa volta saranno dei lavoratori di origine cristiana, catturati dalle cattive milizie birmane.
Alla prima della pellicola nel West End londinese, la star ha confessato di essere stato ripetutamente minacciato durante le riprese del film, con l'accusa di aver infierito sulla già drammatica situazione del paese. "È veramente pericolosa la Birmania - ha dichiarato Stallone ai giornalisti - spariscono continuamente persone, non è stato facile lavorare con una tale pressione. Però alla fine il film è venuto benissimo, soprattutto perchè si ispira a una storia vera, quella della guerra civile. Spero che la gente apra gli occhi su quanto è accaduto in questo angolo del mondo per più di 60 anni".
Ma 'Rambo' non ha ricevuto solo minacce, un gruppo di birmani lo ha infatti accolto a Leicester Square di Londra, ringraziandolo per essersi occupato del loro paese.
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