Roma, 15 febbraio 2008- Due sorelle unite e divise da un grande dolore. E un mistero. A un giorno dalla conclusione della Berlinale arriva in concorso un tocco di grazia dalla Francia. 'I've Loved You So Long' è il titolo dell'esordio alla regia dello scrittore Philippe Claudel ('Le anime grigie', tra i suoi romanzi) che porta sullo schermo una storia intensa e toccante ma soprattutto un'immensa Kristin Scott Thomas, che si impone tra le favorite all'Orso d'argento come miglior attrice.
Compassata, silenziosa, quasi irriconoscibile per l'assenza di trucco, la Scott Thomas - qui in lingua francese - interpreta Juliette, una donna che esce dal carcere dove ha scontato 15 anni per l'omicidio del proprio figlio. Trova riparo dalla sorella minore, Lèa (splendida Elsa Zylberstein), sposata e con due figlie adottive.
Riaffacciarsi alla vita comporta altro dolore a Juliette, a cui però si sottopone con il sostegno di Lèa.
"La prigionia lascia segni indelebili sui corpi e nell'anima. Volevo che nel mio film, per il quale avevo un'idea precisa fin dalla genesi, ciò emergesse con chiarezza", spiega Claudel. Ma non solo.
"Per lei le sbarre sono duplici, perchè la più grande prigione in realtà è la morte del figlio", continua il regista che per scrivere questa storia si è avvalso anche della sua esperienza di volontariato con i disabili.
E' una studentessa di musica diciannovenne 'Miss America' 2008. Bionda, bellezza tutta stelle e strisce, Kirsten Haglund sogna il palcoscenico di Broadway. Il successo le è valso una borsa di studio da 50mila dollari e un anno di viaggi all'estero