La pellicola di Franco Brogi Taviani è ispirato all'omonimo libro pubblicato nel 2001 da Walter Veltroni. Il regista e la sua piccola troupe hanno viaggiato a lungo nell'Africa nera inseguendo le storie di adulti e bambini in Mozambico, Angola, Uganda, Senegal e Cameroun
Roma, 21 febbraio 2008- Il docu-film 'Forse Dio è malato' di Franco Brogi Taviani, racconta l'Africa nera. La fame, la malattia, la guerra sono le tre sciagure bibliche che flagellano questa terra e i suoi abitanti derelitti. A questi uomini senza speranza, a queste donne ammalate di Aids, a questi bambini costretti a imbracciare il fucile è il film che l'Istituto Luce distribuisce solo in pochi cinema di qualità dal 29 febbraio.
Sono novanta minuti di cinema verità, ispirati dall'omonimo libro pubblicato nel 2001 da Walter Veltroni: una paternità morale, più che narrativa, che rischia ora di penalizzare la promozione del film in tv per assurde motivazioni di 'par condicio'.
Il regista e la sua piccola troupe hanno viaggiato a lungo nell'Africa nera, inseguendo le storie di adulti e bambini in Mozambico, Angola, Uganda, Senegal, Cameroun e Sud Africa: l'Africa dove un abitante su tre è denutrito.
E' una studentessa di musica diciannovenne 'Miss America' 2008. Bionda, bellezza tutta stelle e strisce, Kirsten Haglund sogna il palcoscenico di Broadway. Il successo le è valso una borsa di studio da 50mila dollari e un anno di viaggi all'estero