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Spettacoli

SANREMO 2008

Seconda serata tra 'giallo' Bertè
e contratto di Baudo con gli italiani

Il festival riprende quota con il secondo atto, che aumenta un poco il ritmo. Standing ovation per Riccardo Cocciante. Grandi applausi per i Duran Duran, che tornano all'Ariston dopo 23 anni. Ariel, La Scelta, Sonohra e Jacopo Troiani sono i quattro giovani che accedono alle finali di venerdì

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Sanremo, seconda serata Sanremo, 26 febbraio 2008 - Ariel, La Scelta, Sonohra e Jacopo Troiani. Sono questi i quattro giovani - sui sette esibitisi nella seconda serata del festival di Sanremo - che accedono alla finale di venerdì.

 

LA SECONDA SERATA

Sanremo 2008 riprende quota con il secondo atto, che aumenta il ritmo. In una serata dominata in buona parte dal 'giallo' Bertè, che si risolve con un'esibizione travolgente e liberatoria poco prima delle 23. Ma il colpo di scena, in un festival che insiste sul clima preelettorale, è il contratto di Pippo Baudo degli italiani.

 

Piero Chiambretti costringe infatti il conduttore-direttore artistico alla firma facendolo sedere ad una scrivania che allude chiaramente a quella di 'Porta a Porta' dove il contratto lo firmò Silvio Berlusconi. "Quella di Vespa era di mogano, questa è di Del Noce". Un contratto incentrato naturalmente sulle 'riforme sanremesi'. "Pdl e Pd - ha detto Chiambretti a Baudo - non hanno un programma, mentre lei ne ha due, Sanremo e Domenica in, quindi firmi''. Questi i punti fondamentali, recitati da Piero: ''Abolire l'Ici sulla prima casa discografica. Creare un milione di posti di lavoro: infatti l'anno prossimo al festival canteranno 700 mila campioni e 300 mila giovani. Abolire entro i primi sei mesi di governo Mike Bongiorno''. ''Io firmo - ha risposto Baudo - tanto poi non mantengo...'', ed e' scomparso nella botola.

 

Manca circa mezz'ora alla diretta quando Loredana Bertè, prevista in scaletta come ultima cantante in gara, manda in fibrillazione lo staff del festival con un 'ultimatum': "O canto per prima o non canto". Autori e conduttori tentano una modifica in extremis alla scaletta che a quel punto appare molto complicata e che forse non consentirebbe nemmeno alla stessa Bertè di raggiungere in tempo il teatro. In extremis viene raggiunta una mediazione, che tutti sperano sia quella risolutiva ma nessuno ne ha certezza: la cantante dovrebbe arrivare all'Ariston alle 22 per cantare alle 23. Ma alle 22 ancora non c'è e Baudo e Chiambretti esplicitano la suspance in diretta: "Ma quando arriva?", chiede Piero. "Quando arriva, arriva, la facciamo cantanre subito", risponde Baudo.

 

Il giallo dura ancora una mezz'ora, poi Baudo annuncia: "Ci siamo" e alle 22.40 Baudo accoglie la cantante sul palco. Loredana, tutta in bianco e nero, avvolta da un lungo spolverino nero imbottito con cappuccio da cui esplode una gonna di tulle bianco, pur con passo incerto sulla scalinata dell'Ariston, non delude le aspettative. "Sei bellissima", esordisce Baudo. "Li disegno io i miei vestiti. Questo l'ho cucito stanotte. Questo è il cuscino dell'albergo", aggiunge mostrando a Baudo l'imbottitura del cappuccio.

 

"Volevo ringraziare i microfonisti e un caro amico: caro Gino Landi, ti amo. Volevo fare una bella lezione di catechismo, la madre di tutte le battaglie come ce l'hanno raccontata", dice Loredana prima di cantare. Poi, finita la toccante esibizione, attacca: "A noi cantanti ci prendono a calci in culo. Ci trattano come saltimbanchi". Baudo la raggiunge di nuovo sul palco e la abbraccia, quasi a sostenerla. Arriva pure Chiambretti che la saluta e che la Bertè ricambia con un bacio sulla bocca.

 

La seconda serata segna anche l'esordio festivaliero di Bianca Guaccero, che appare più brillante, disinvolta ed aggressiva della collega Andrea Osvart. Grandi applausi per i Duran Duran, che tornano all'Ariston ad oltre vent'anni dal 'debutto' del 1985, spiccano per qualità della scrittura Mario Venuti, per la voce Mietta e per la forma strepitosa Little Tony, che torna all'Ariston dopo il collasso che lo ha colpito nel 2006 durante un concerto in Canada e che festeggia i 50 anni di carriera. Notevole ma poco festivaliero anche Tiromancino, tra le esibizioni più attese della seconda serata, insieme a quella di Sergio Cammariere.

 

RICCARDO COCCIANTE

Standing ovation per Riccardo Cocciante. Dopo l'esecuzione dell'artista, tratta dal suo musical 'Giulietta & Romeo' che diventerà anche un film, il pubblico si è alzato in piedi per applaudirlo.

 

AVVIO DI SERATA CON IL COMMISSARIO REX

Inizio 'canino' per la seconda serata del 58esimo festival di Sanremo. Dopo l'ingresso di Pippo Baudo nel rispetto della tradizione, è stata la volta di Piero Chiambretti applauditissimo dal publico dell'Ariston. "Stasera dobbiamo essere più asciutti" ha ammonito Chiambretti che, nell'invocare un garante, perchè "dietro le quinte già circola il nome del vincitore", ha chiamato sul palco il pastore tedesco che interpreta il commissario Rex.



"Da questo momento il festival è commissariato", ha aggiunto Chiambretti prima che il palco si riempisse di altri pastori tedeschi. "Tanti cani così non li avevo visti neanche al Grande fratello" ha scherzato. Ad allontanarli è bastato lo spezzone di un vecchio film interpretato da un Pippo Baudo di annata.

 

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