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Spettacoli

L'ANTEPRIMA / 'COLPO D'OCCHIO'

L'artista maledetto, la musa, il critico
ecco il trio dark di Sergio Rubini

A Bologna la premiére del nuovo film con Riccardo Scamarcio e Vittoria Puccini, una storia sulla pericolosità dell'ambizione. Scamarcio "Io, un sex symbol? Mi sembra riduttivo, non mi riconosco in questa dimensione"   

                                                                         di Chiara Barin

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Riccardo Scamarcio, Vittoria Puccini e Sergio Rubini Bologna, 20 marzo 2008 - Riccardo Scamarcio sembra uscito direttamente dal film ‘Colpo d’Occhio’, quando fa il suo ingresso al cinema Odeon, subito dopo la proiezione in anteprima. Con lui, Vittoria Puccini, che illumina la sala con la sua semplice eleganza. Sergio Rubini, regista e interprete, entra subito nel vivo del suo ultimo lavoro cinematografico: "Volevo raccontare una storia sulla pericolosità dell’ambizione, che può diventare rovinosa se vissuta in maniera smodata. Nel periodo della giovinezza si crede che la vita debba mantenere la promessa di farci diventare quello che desideriamo, in quel momento si cerca una guida e i maestri sono fondamentali". Il mondo dell’arte è la cornice di ‘Colpo d’occhio’ che indaga gli aspetti più oscuri e profondi, nonché drammatici, dell’animo umano.

Adrian (Riccardo Scamarcio) è un giovane scultore di provincia ed incontra Gloria (Vittoria Puccini), una studiosa d’arte che diventa la sua donna e musa ispiratrice. Nella vita dei due si intromette Lulli, critico d’arte di fama internazionale nonché ex di Gloria, che offre ad Adrian la possibilità assaporare subito il gusto del successo. Ma la fama porterà con sé anche dolori…

Rubini ha voluto approfondire il rapporto dell’uomo con la sua ombra attraverso i personaggi di Lulli e Adrian: "Il primo rappresenta la ragione, che seduce: è intelligenza, ma è anche spietata. L’artista invece incarna la sensibilità, che tuttavia può sfociare in vanità e superficialità. Adrian raffigura lo stupore verso la vita, sa sorprendersi e commuoversi".


Riccardo Scamarcio è comodamente seduto sui gradini della sala, sotto il grande schermo: "Nel film interpreto un personaggio complesso e moderno: da un lato Adrian ha bisogno di esistere come artista, e di trovare la sua identità come tale, dall’altro è profondamente innamorato, crede in cose impossibili, si commuove: è la sua parte più sana". Scamarcio delinea così i dialoghi: "Ci siamo impegnati a rispettare le battute, preservando il peso del significato delle parole. Ecco, i personaggi non parlano, ma sono portatori di significati. La recitazione si adegua così allo stile del film".

 
Vittoria Puccini è Gloria, l’eroina drammatica: "In lei, la difficoltà più grande è rendere evidente il dualismo tra la razionalità e la fiducia in principi e valori. La sua irrazionalità è anche acuta intuizione, ma non sapendo bene di chi fidarsi alla fine rimane sola, e soffre moltissimo". Gloria è anche la coscienza di Adrian: "Lo mette in guardia dai bagliori del successo, ma ha anche le sue zone d’ombra ed ambiguità. Non crede fino in fondo nell’amore, ne diventa quasi nemica. Di Gloria apprezzo il fatto che non è vittima degli accadimenti, le resta sempre la voglia di lottare per i suoi ideali". La Puccini racchiude con poche parole il significato ultimo del film: "Perdono tutti, vince solo l’amore".

Infine, Scamarcio parla del suo successo personale: "Io, un sex symbol? Mi sembra riduttivo, non mi riconosco in questa dimensione. Credo che chi mi segue non lo faccia solo per questo. Devo dire che suscito sentimenti contrastanti: alcuni mi reputano uno str…". Nel suo futuro, il film ‘Eden is west’ e una pellicola con Michele Placido sul Sessantotto, in cui interpreterà un giovane poliziotto del Sud che prende servizio a Roma.

di Chiara Barin










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