Roma, 26 marzo 2008- Trent'anni dopo il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana, già ministro degli Esteri e presidente del Consiglio, il regista Carlo Infanti presenta il primo film d'inchiesta che sia mai stato girato su questo caso. In esclusiva, alcuni protagonisti della vita politica e sociale dell'epoca narrano fatti e circostanze inedite. Ex ministri, agenti segreti, amministratori pubblici, legali e ufficiali dell'Esercito e della Marina militare, raccontano.La pellicola è iscritta alle pre selezioni dei Festival del Cinema di Cannes, 2008, dell'Internazionale Critics ' Week 2008, alQuinzaine des Rèalisateurs 2008.
"Non è un documentario, nè una narrazione -spiega Infanti- Il mio è un film diverso, è un film d'inchiesta, un'inchiesta come mai è stata fatta sul più grande, controverso e oscuro delitto politico che la storia italiana ed europea del dopoguerra ricordi. Un delitto che trascina i suoi effetti sino ai giorni nostri e sul quale, come il film dimostra, non solo le indagini ma anche le inchieste successive sono state molto carenti.Da oltre un anno giro l'Italia con le telecamere per capire perchè nella primavera del 1978 Aldo Moro sia stato rapito per essere assassinato".
Infanti ha incontrato e intervistato testimoni eccellenti. Ha scovato lo 'spirito' che il 2 aprile 1978 'suggerì' a Romano Prodi la parola 'Gradoli' e torna a parlare Alexander Litvinenko, l'ex tenente colonnello dell'FSB (il servizio segreto russo erede del Kgb) assassinato a Londra nel novembre del 2006 con una massiccia dose di Polonio 210.
Dagli Usa sbarca sulla tv italiana il pruriginoso telefilm interpretato da David Duchovny, l'ex agente Fox Murder di 'X-Files'. Il canale Jimmy, per il suo lancio, ha sparso biancheria intima sui mezzi pubblici di Roma e Milano