L'attore e regista newyorchese sarà nelle sale l'11 aprile con il suo 'Interview', remake della pellicola del collega olandese ucciso da un fondamentalista islamico. Protagonista, al fianco dello stesso Buscemi, Sienna Miller
Roma, 27 marzo 2008 - Steve Buscemi, attore e regista newyorchese, interprete prediletto dei fratelli Coen e di Jim Jarmusch, rende omaggio a Theo Van Gogh con il film "Interview"(nelle sale dall'11 aprile). La pellicola, diretta e interpretata dallo stesso Buscemi, con Sienna Miller, è il remake di un film del regista olandese. Van Gogh venne assassinato il 2 novembre 2004 da un fondamentalista religioso per il ritratto dell'Islam che aveva fatto nel suo cortometraggio "Submission: Part 1": fino ad allora aveva diretto undici lungometraggi.
Dopo la sua morte i produttori Gijs van de Westelaken e Bruce Weiss hanno deciso di promuovere il progetto "Triple Theo", affidando a Steve Buscemi, Stanley Tucci e Bob Baladan i remake di altrettanti film del regista olandese: "Interview", "06", "Blind Date", accomunati dal tema del conflitto tra uomini e donne.
"Lo stesso Theo avrebbe voluto rifare "Interview" negli Stati Uniti - spiega Buscemi, a Roma per presentare il film - A me interessava molto la relazione che si sviluppa tra i due protagonisti, la loro storia: per questo ho accettato subito la proposta".
Buscemi ci tiene a specificare che non vuole affrontare il tema del conflitto religioso: "So che Theo era una figura controversa, un provocatore, però io non sono stato chiamato a promuovere le sue idee ma solo a rifare un film che mi era piaciuto. E credo che il modo migliore per rendere omaggio ad un regista scomparso sia fare un buon film".
'Interview' è costruito su un dialogo serrato e originale tra i due protagonisti: il giornalista Pierre Peders e la star da soap opera Katya. Si incontrano per un intervista ed entrano immediatamente in conflitto: si scontrano verbalmente, passano attraverso confessioni intime e momenti di rabbia. La loro è una divertente e sofferta partita a scacchi che si risolve in maniera insolita e che, in seconda lettura, è anche una critica ai media e al giornalismo sensazionalistico.
"Era interessante raccontare un rapporto che si instaura fra due persone in maniera così improvvisa ed intensa", ha spiegato Buscemi. "Per farlo ho lavorato con la troupe di Theo e seguito la sua stessa tecnica di regia, girando in sequenza, con tre macchine digitali che riprendono la stessa scena contemporaneamente da punti di vista diversi. Questo ha reso Sienna e me anche più liberi di recitare, di improvvisare".
Buscemi, protagonista di film come 'Barton Fink' e 'Fargo' di Joel e Ethan Coen e de "Le Iene" di Quentin Tarantino, aveva già diretto due film, 'Mosche da bar' e 'Animal Factory", e in comune con il regista olandese ha un grande amore per gli attori. "E' importante che gli interpreti diano il loro contributo nei film, che le loro idee vengano valorizzate. - spiega il regista americano - I suoi collaboratori mi hanno detto che Theo amava molto gli attori, credo che questo sia il motivo per cui sono stati scelti tre registi-attori per fare i remake dei suoi film".
E a proposito della veridicità delle notizie fornite dai media, e della stampa scandalistica di cui la sua protagonista è vittima, Buscemi, con un sorriso, confessa: "E' vero siamo bombardati dalle notizie, e viviamo nel culto della celebrità, ma noi spettatori abbiamo sempre la possibilità di scegliere. Se ci penso bene, però, anche io una volta sono stato protagonista di una intervista piuttosto strana: parlai al telefono con un giornalista inglese, ma quando uscì il giornale, sul suo articolo c'era scritto che ci eravamo incontrati in un bar, che poi era arrivato anche Tim Roth e avevamo chiacchierato amabilmente tutti e tre, e che io usavo un linguaggio colorito, che in realtà non ho mai usato. Insomma era tutto inventato: quello che gli avevo detto al telefono doveva essere veramente poco interessante".
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