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'GONE BABY GONE'

La tragica scomparsa di una bambina
per l'esordio alla regia di Ben Affleck

L'attore, già Oscar per la sceneggiatura di 'Will Hunting - Genio ribelle', sceglie un thriller impegnato che ricorda molto la vicenda della piccola Maddie McCann, sparita in Portogallo. Il film è tratto dal best-seller 'La casa buia' dell'irlandese Dennis Lehane

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Ben Affleck Roma, 2 aprile 2008 - Ben Affleck passa dietro la macchina da presa e, per la sua opera prima, sceglie temi impegnati come la pedofilia e il rapimento di bambini. 'Gone Baby Gone', questo il titolo del film che sarà nelle sale italiane da venerdì distribuito dalla Buena Vista, è un thriller che guarda alla cronaca e ricorda molto la vicenda di Maddie McCann, la bimba inglese scomparsa in Portogallo.

 

La pellicola, tratto dal best-seller 'La casa buia' dell'irlandese Dennis Lehane (lo stesso autore di Mystic River), negli Usa ha raccolto consensi, ma solo da parte della critica. Tutto si svolge sullo sfondo della periferia povera e degradata di Boston. Casey Affleck (fratello del regista) è Patrick, giovane detective privato che indaga sulla scomparsa di Amanda, 4 anni, con tanto di madre tossicomane: Helene (Amy Ryan che proprio per questo ruolo è stata candidata all'Oscar).

 

Patrick, aiutato nelle sue indagini dalla fidanzata-assistente Angie (Michelle Monaghan), è stato assunto dalla zia di Amanda preoccupata dalle sorti della nipote. A indagare in maniera ufficiale sul caso, invece, scendono in campo l'ispettore Remy Bressant (Ed Harris) e il capo della polizia Jack Doyle (Morgan Freeman).

 

I sospetti, inizialmente, cadono su un boss della droga, ma l'intuizione di Patrick lentamente porterà a galla una verità molto più complessa dove i buoni non son affatto meglio o meno sospettabili dei cattivi. Il protagonista non si fermerà e andrà avanti fino al tragico epilogo.

 

''Ho pensato che questa storia sarebbe stata una grande occasione per gli attori - ha detto il neo regista Ben Affleck (Oscar per la sceneggiatura di Will Hunting - Genio ribelle) - e poi si svolgeva in un ambiente che conoscevo bene. Era un giallo di alto livello, interessante da un punto di vista tematico, e amavo soprattutto la sua ambiguità morale. I personaggi infine erano complicati, una cosa che pensavo mi avrebbe permesso di cavarmela meglio come regista alla prima prova''.

 

Riguardo a Casey, suo fratello minore e protagonista del film: ''Non è bravo, è straordinario e la cosa fantastica di lui è che è pieno di sfaccettature. Pensa a com'è all'inizio del film, così fragile, e pensa a com'è alla fine, intenso, distrutto, un uomo, pensa alle due cose insieme, completamente diverse e completamente autentiche. E' una transizione perfetta, elegante e assoluta, impeccabile''.










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