Il maestro e la moglie Cristina presentano il cartellone della manifestazione, che si svolgerà dal 13 giugno al 19 luglio. La kermesse, che annovera grandi nomi della musica, è gemellata con il Festival di Pentecoste, in programma a Salisburgo dal 9 al 12 maggio
Ravenna, 3 aprile 2008 - La casa di campagna di Riccardo Muti a Ravenna è sprofondata nel verde dei prati, con lunghi filari di frutteti fioriti all’orizzonte. È una bella cascina ottocentesca che Cristina Mazzavillani Muti ha ristrutturato nel rispetto delle linee originarie, arredandola con gusto scenografico: ogni angolo, un coup de théâtre. La sorpresa maggiore è al piano superiore, dove in un lungo salone una fuga di divani e di cuscinoni guida l’occhio su un’antica spinetta preziosamente dipinta e svela sul lato destro, sotto un ballatoio adibito a biblioteca, una fila di sei sofficissime alcove.
In questo buen retiro consacrato al raccoglimento e al riposo sono stati presentati ieri alla stampa italiana, austriaca e tedesca due eventi internazionali di grande richiamo: il Ravenna Festival 2008, che si svolgerà dal 13 giugno al 19 luglio, e il Festival di Pentecoste, in programma a Salisburgo dal 9 al 12 maggio. I due avvenimenti hanno il loro elemento di raccordo nella determinante presenza di Riccardo Muti, che a Salisburgo porterà avanti la sua idea di andare alla riscoperta del patrimonio musicale del Settecento napoletano proponendo «Il matrimonio inaspettato» di Giovanni Paisiello, che, dice il direttore, è piena di vivacità e di grande invenzione melodica, gustosa nel racconto: una di quelle opere che i compositori napoletani scrivevano con estrema facilità».
La presidente del Festival di Salisburgo, presente con il sovrintendente Jürgen Flimm, ha sottolineato il successo della rassegna di Pentecoste già lo scorso anno e ha annunciato che la collaborazione con Muti in questo ambito continuerà «almeno per altri cinque anni». Muti è del resto anche il direttore più impegnato nel grande festival dell’estate: oltre alla ripresa del «Flauto magico», quest’anno dirigerà la nuova produzione di «Otello» e i tre concerti commemorativi di Herbert von Karajan.
E a Ravenna? Le linee del festival 2008 — il cartellone intero si può vedere sul sito internet www.ravennafestival.org — sono state tracciate dalla presidente Cristina Mazzavillani Muti e dai direttori artistici Franco Masotti e Angelo Nicastro. Il tema principale è la donna, anzi le donne: «Erranti, erotiche, eretiche...». Si comincia con «La traviata» (con la regia, tutta specchi e luci, di Cristina Mazzavillani Muti) e si continua con «ritratti» dedicati ad Anita Garibaldi, Rosvita (la prima commediografa della storia), Medea, Norma, e poi con Giselle, Salomé (con l’Ensemble di Micha van Hoecke), Juana de la Cruz... E con artiste come le étoiles della danza Sylvie Guillem e Svetlana Zacharova, e la eterna «musa dell’esistenzialismo» Juliette Gréco. Perfino le monache di un convento di clausura saranno coinvolte in uno degli appuntamenti di «In Templo Domini», ciclo dedicato alle «Voci di donne nel mistero liturgico».
Ma pur in un contesto così marcatamente femminile, anche gli uomini diranno la loro. Tra i direttori ospiti, Kurt Masur con l’Orchestre Nationale de France e Jurij Temirkanov con l’orchestra del Bolshoj. E naturalmente Muti, che dirigerà l’Orchestra e il coro del Maggio Fiorentino nello «Stabat Mater» di Rossini, ma soprattutto proporrà una serie di concerti di grande significato sul piano culturale generale, oltre che musicale. Il primo, il 14 giugno, è un «Omaggio alle Bande d’Italia» con i ragazzi della Banda di Delianuova, nell’Aspromonte calabrese. Nelle bande Muti vede il simbolo, e lo strumento, di una cultura musicale popolare e diffusa che l’Italia va purtroppo perdendo. Il suo «omaggio» vuole essere anche una denuncia del degrado musicale dell’Italia, che perdendo le bande rischia di trovarsi irrimediabilmente impoverita «come la Terra quando certe specie animali si estinguono». Altri concerti (il 22 giugno con musiche di Shostakovich e una prima assoluta di Giovanni Sollima; il 28 giugno con un programma tutto dedicato a Berlioz e con Gérard Depardieu voce recitante in «Lélio ou La retour à la vie») Muti dirigerà con l’Orchestra Giovanile «Cherubini», complesso ‘di formazione’ che ques’anno sarà tutto nuovo, con settanta giovani che incominciano sotto la guida di Muti il loro percorso triennale.
Ha fatto sensazione nei giorni scorsi la notizia che Claudio Abbado abbia chiesto ‘in prestito’ a Muti l’Orchestra Cherubini per unirla con l’Orchestra Giovanile Italiana e la sua Orchestra Mozart per eseguire in ottobre a Bologna il «Te Deum» di Berlioz. «Quando Abbado mi ha chiesto la ‘Cherubini’ — ha detto ieri Muti conversando nei prati della sua casa di campagna — ho subito avuto un impulso di grande felicità. Ho subito pensato a quale grande esperienza sarà per i ragazzi lavorare con Abbado».
E l’antica rivalità? «Ma no, tra noi c’è sempre stata grande stima reciproca. Per trent’anni abbiamo sentito e letto questa storia della ‘rivalità’, mentre ognuno di noi è andato avanti per la sua strada. Quando Abbado ha fatto la sua proposta per la ‘Cherubini’ è stato naturale rispondere subito di sì».
Dirigerà anche Muti le tre orchestre riunite? «Ho un’agenda molto fitta, che non mi consente in quel periodo di programmare altri concerti. Ma se Abbado vorrà farne altri, la ‘Cherubini’ sarà bel lieta di approfondire l’esperienza».
dall'inviato Enrico Gatta
Tutti quanti voglion fare jazz, cantavano gli aristogatti Romeo, Duchessa, Minou, Bizet e Matisse. A impreziosire la versione italiana del dvd dell'edizione restaurata del celebre cartoon, c'è la voce di Mario Biondi. Il cantante, infatti, reinterpreta capolavori quali 'Everybody wants to be a cat' e 'Thomas O'Malley'.