L'attrice, astro nascente della fiction italiana grazie alla parte di Eva ne 'I Cesaroni', si sente imprigionata nel ruolo che pure le ha fatto conquistare la notorietà. "Mio padre che è psicologo mi ha chiesto se voglio aiuto per questa sovrapposizione, ma per ora riesco a farcela da sola", spiega la Mastronardi
Roma, 14 aprile 2008 - Alessandra Mastronardi, astro nascente della fiction italiana grazie alla parte di Eva ne 'I Cesaroni', si sente imprigionata nel ruolo che pure le ha fatto conquistare la notorietà, oltre che una scrittura nella serie tv +Romanzo Criminale; tratta dall'omonimo libro di De Cataldo e in onda dal prossimo autunno su Sky.
"L'attaccamento dei fan mi fa piacere, ma mi preoccupa la confusione che molti fanno tra finzione e realtà- spiega in un'intervista a 'Tv Sorrisi e Canzoni'- Mi chiamano Alessandra, ma poi pretendono che mi comporti come Eva. Mio padre che è psicologo mi ha chiesto se voglio aiuto per questa sovrapposizione, ma per ora riesco a farcela da sola. Certo, dopo gli otto mesi di riprese che farò per la terza serie de 'I Cesaroni' mi piacerebbe davvero interpretare un personaggio sopra le righe e comunque completamente opposto a me. Una vera cattiva, una ribelle. In Italia si fissano su un viso carino e ti appiccicano un'etichetta. È una mentalità -conclude- un pò provinciale".
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